Sarà, secondo le fonti, una tregua breve quella annunciata dopo una richiesta diretta del presidente statunitense Donald Trump a Vladimir Putin, che avrebbe accettato di sospendere gli attacchi su Kiev fino a domani, domenica 1° febbraio.

Secondo Ansa, la decisione dipenderebbe princpalemente dal fatto che l’Ucraina è colpita da un’ondata di gelo intenso, con temperature fino a ‑30 °C, che mette a rischio la popolazione e le infrastrutture energetiche.

Secondo Investing.com, la sospensione, che non è un vero e proprio cessate il fuoco, riguarda principalmente la capitale, Kiev, e non l’intero fronte; resta inoltre poco chiaro se includa tutti gli attacchi o solo quelli contro le infrastrutture critiche. Fonti ucraine avrebbero segnalato, infatti, secondo Vatican News, che azioni militari proseguono in altre aree, confermando la natura circoscritta e temporanea della tregua.

Secondo fonti internazionali, il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha accolto con cautela l’iniziativa, mostrando disponibilità a misure di de-escalation, soprattutto se la Russia rispetterà la sospensione degli attacchi a infrastrutture civili.

Da un lato, secondo quanto riporta AP News, la tregua potrebbe alleviare temporaneamente le sofferenze dei civili. Dall’altro, rimane fragile e limitata: la storia del conflitto mostra come simili pause siano spesso violate, senza portare a un vero cessate il fuoco.

Restano da vedere gli sviluppi dei negoziati e la reale applicazione sul campo.