"Il Constellation è bruciato interamente", "Venite, ci sono dei morti", "Non ho notizie di mia figlia". Sono le parole di terrore e disperazione pronunciate nelle telefonate giunte al centralino del soccorso svizzero la notte di Capodanno, mentre si consumava la strage di Crans-Montana. In appena un’ora e mezza sono state registrate 171 chiamate: voci concitate che, minuto dopo minuto, delineavano la portata di un disastro costato la vita a 40 persone, in gran parte giovanissimi.

Sul fronte giudiziario si rafforza ora la collaborazione tra Svizzera e Italia. Come riporta tg Com 24, la Procura del Canton Vallese ha infatti concesso l’assistenza giudiziaria ai magistrati italiani nell’ambito dell’inchiesta sull’incendio scoppiato nella località alpina. La decisione segue la rogatoria presentata dalla Procura di Roma ed è stata confermata dall’Ufficio federale di giustizia, autorità centrale per la cooperazione giudiziaria internazionale.

Tra le vittime della tragedia figurano anche cittadini italiani, circostanza che impone l’apertura di un procedimento penale anche in Italia. In questo contesto, la collaborazione tra le due autorità inquirenti viene considerata non solo opportuna, ma funzionale. Secondo quanto precisato dall’Ufficio federale di giustizia, come riporta il quotidiano, le autorità italiane avranno accesso alle prove già raccolte in Svizzera. L’assistenza avverrà nel rispetto delle garanzie legali previste per le parti potenzialmente coinvolte.

L’obiettivo è mettere in comune risorse e competenze, favorendo uno scambio diretto di informazioni. In quest’ottica, il 19 febbraio è previsto un primo incontro tecnico tra le autorità penali dei due Paesi. L’Ufficio federale di giustizia accompagnerà il confronto, con il compito di chiarire i dettagli della collaborazione e coordinare le procedure investigative. Un’ipotesi che non dispiace a Roberto Balzaretti, ambasciatore della Svizzera in Italia:

“Penso che vista la grande esperienza dei colleghi italiani, i colleghi vallesani dovrebbero accedere a questa possibilità” per avere “collaborazione tra esperti che permetterà di fare chiarezza su come e perché è successo”.