Il Parlamento iraniano lavora a una proposta di legge per introdurre un pedaggio sulle navi in transito nello Stretto di Hormuz, snodo cruciale per il traffico energetico globale. La notizia è riportata dalle agenzie Fars e Tasnim, citate da Ap. Secondo quanto emerge, una bozza sarebbe già pronta e in via di definizione da parte del team legale dell’Assemblea.

A illustrarne il contenuto è stato il presidente della Commissione Affari Civili del Parlamento, che ha spiegato: "Secondo questo piano, l'Iran deve riscuotere delle tariffe per garantire la sicurezza delle navi che attraversano lo Stretto di Hormuz". Una misura che, nelle intenzioni di Teheran, si inserirebbe in una logica già applicata altrove. "È una cosa assolutamente naturale. Come in altri corridoi, quando le merci attraversano un Paese, si pagano i dazi; lo Stretto di Hormuz è anch'esso un corridoio. Noi ne garantiamo la sicurezza, ed è naturale che navi e petroliere paghino i relativi dazi".

La richiesta di poter esercitare piena autorità sullo Stretto rientra inoltre tra le cinque condizioni poste dall’Iran per arrivare a una fine del conflitto in corso. Sullo sfondo resta alta la tensione militare: secondo fonti citate dalla Cnn, Teheran si starebbe preparando a un’invasione via terra dell’isola di Kharg, mentre nella stessa area sarebbero state posizionate mine e altre “trappole”.