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President Donald Trump greets Israeli Prime Minister Benjamin Netanyahu and his wife, Monday, July 7, 2025, at the South Portico of the White House.(Official White House Photo by Daniel Torok)
L'attacco israeliano contro la periferia sud di Beirut rischia di complicare il percorso diplomatico tra Stati Uniti e Iran proprio mentre le parti sembravano vicine a un'intesa. Nelle ultime ore il presidente americano Donald Trump ha espresso forte irritazione nei confronti del premier israeliano Benjamin Netanyahu, accusandolo di aver compromesso un momento particolarmente delicato dei negoziati.
Secondo quanto dichiarato dallo stesso Trump, l'accordo tra Washington e Teheran dovrebbe essere firmato in forma elettronica nelle prossime ore, per poi essere formalizzato di persona entro una settimana in Europa. Il presidente statunitense ha però criticato duramente il raid condotto dall'esercito israeliano nella roccaforte di Hezbollah a Beirut, sostenendo che l'operazione abbia rallentato il percorso verso l'intesa.
"L'attacco di questa mattina a Beirut non avrebbe dovuto verificarsi, soprattutto in un giorno così significativo, mentre siamo ormai a un passo da un accordo di pace con l'Iran", ha scritto Trump sul social Truth. Il presidente ha aggiunto che "questo potrebbe essere l'inizio di una pace lunga e meravigliosa: non roviniamola".
L'operazione israeliana ha provocato una dura reazione da parte dell'Iran. Il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf ha accusato gli Stati Uniti di non essere in grado di rispettare i propri impegni, mentre il Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale ha avvertito che una risposta sarebbe "imminente". Anche il generale Ali Abdollahi ha dichiarato che le forze armate iraniane hanno "il dito sul grilletto" e sono pronte a reagire.
Israele ha spiegato di aver colpito obiettivi di Hezbollah nella periferia meridionale della capitale libanese in risposta a precedenti attacchi contro il territorio israeliano. Secondo fonti libanesi, il bilancio del raid sarebbe di almeno tre morti e quindici feriti.






