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Nuova escalation nel sud del Libano, dove tra l’11 e il 12 maggio una serie di droni attribuiti a Hezbollah ha colpito l’area del quartier generale Unifil di Naqoura, provocando esplosioni nelle vicinanze del compound della missione Onu. Non si registrano vittime tra i caschi blu, ma alcune strutture della base hanno riportato danni.
Secondo quanto riferito dalla missione delle Nazioni Unite in una nota diffusa anche tramite Telegram, si sono verificati più episodi distinti nell’arco di due giorni: in uno di questi un drone è esploso all’interno del perimetro della base, mentre altri sono detonati nelle immediate vicinanze delle postazioni Unifil.
L’area interessata rientra nel settore occidentale della missione, dove opera il contingente italiano attualmente guidato dalla Brigata Sassari nell’ambito dell’Operazione “Leonte”. È importante precisare che non si tratta di un attacco diretto a una base italiana, ma di episodi avvenuti nel contesto operativo del settore sotto comando italiano.
I militari della Brigata Sassari, infatti, guidano il Settore Ovest di Unifil e operano principalmente dalla base Millevoi di Shama, situata a circa dieci chilometri da Naqoura. Il quartier generale colpito resta invece il centro di coordinamento della missione Onu nell’area più sensibile della Blue Line, lungo la linea di demarcazione tra Libano e Israele.
L’episodio si inserisce in un quadro di forte instabilità. Nelle stesse ore, le Forze di difesa israeliane hanno annunciato una nuova serie di raid contro obiettivi riconducibili a Hezbollah nel sud del Libano. Secondo il ministero della Sanità libanese, gli attacchi avrebbero provocato almeno dodici vittime.
Otto persone, tra cui due bambini, sarebbero morte nei bombardamenti contro tre veicoli lungo l’autostrada costiera nelle aree di Barja, Jiyeh e Saadiyat, a circa venti chilometri da Beirut. Altre quattro vittime si registrano più a sud, tra Sidone, Maaliyeh, Chaaitiyeh e la stessa Naqoura.
L’esercito israeliano ha dichiarato di aver colpito infrastrutture militari di Hezbollah, accusando al contempo il gruppo sciita di aver lanciato diversi droni contro le proprie truppe impegnate nel Libano meridionale.
Sul fronte diplomatico, resta aperta la prospettiva dei negoziati previsti a Washington tra Libano e Israele, nei quali Beirut intende chiedere un cessate il fuoco permanente, ritenuto prioritario rispetto a una semplice proroga della tregua in scadenza. Restano però divergenze politiche interne alla leadership libanese sulla gestione del tavolo negoziale e sulla sede più adatta per i colloqui.









