È stato ucciso dalla polizia durante uno scontro a fuoco Abdul Ballout, 21 anni, il presunto autore dell’attacco avvenuto al Gay Pride di Berlino, dove un furgone si è scagliato sulla folla nei pressi della Porta di Brandeburgo. Il bilancio è di un morto e 29 feriti. Secondo il governo tedesco si è trattato di un episodio di "terrorismo islamista".

Stando alle informazioni diffuse dalle autorità, Ballout, di origine libanese e cittadino tedesco dal 2002, era già noto alle forze dell’ordine. Condannato in passato per atti di violenza contro lo Stato, nel 2025 avrebbe tentato di raggiungere la Siria per unirsi all’Isis, ma venne arrestato in Libano. Successivamente fu rimpatriato in Germania, dove era stato inserito in un percorso di deradicalizzazione.

Dopo l’attacco, il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha lanciato un appello all’unità: "Vogliono dividerci, non lasciamoci intimidire: difendiamo insieme la nostra libertà".

Anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha espresso la vicinanza dell’Italia alla Germania, dichiarando: "L’Italia condanna l’odio e l’estremismo".