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Sono rientrati nella serata di giovedì 21 maggio all’aeroporto di Fiumicino gli attivisti italiani della missione “Global Sumud Flotilla”, diretta verso Gaza e successivamente fermata dalle autorità israeliane. Al loro arrivo, i partecipanti alla spedizione hanno denunciato presunti maltrattamenti subiti durante la detenzione, parlando di violenze fisiche, umiliazioni e abusi, “A chi hanno rotto costole, a chi hanno molestato sessualmente ma è stata anche una tortura psicologica”, hanno raccontato alcuni attivisti, descrivendo le condizioni vissute dopo il fermo.
Tra le testimonianze più dure quella del deputato del Movimento 5 Stelle Dario Carotenuto, presente all’arrivo degli attivisti: “Ci pestavano selvaggiamente e ci dicevano ‘Welcome to Israel’, c’erano persone con fratture, alcune donne hanno subito abusi sessuali. Poi ci hanno portato in aeroporto con le manette ai polsi e catene alle caviglie”.
Secondo quanto riferito, sarebbero circa cinquanta gli attivisti ricoverati a Istanbul dopo il fermo della flottiglia. Tra loro anche un italiano. “In tanti con lesioni serie”, riferiscono fonti vicine alla missione.
La Procura di Roma, che ha aperto un’indagine sull’abbordaggio della Flotilla, sta valutando diversi ipotesi di reato. Oltre al sequestro di persona, i magistrati starebbero prendendo in considerazione anche la tortura e la violenza sessuale.
Gli inquirenti acquisiranno inoltre il video diffuso dal ministro israeliano della Sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir, nel quale si vedrebbero alcuni partecipanti alla missione inginocchiati e con le mani legate dietro la schiena. Le immagini hanno suscitato forti polemiche e saranno analizzate per verificare l’eventuale presenza di cittadini italiani e il contenuto delle parole rivolte agli attivisti.
La missione della “Global Sumud Flotilla” era partita con l’obiettivo dichiarato di portare aiuti e solidarietà alla popolazione della Striscia di Gaza, nel pieno della crisi umanitaria legata al conflitto tra Israele e Hamas.
Sul piano diplomatico, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha chiesto all’Unione Europea di valutare sanzioni nei confronti di Ben Gvir. La richiesta italiana è stata accolta e il tema sarà inserito all’ordine del giorno del Consiglio Esteri dell’Ue previsto per il prossimo 15 giugno.
Le opposizioni italiane giudicano però insufficiente la linea del governo e chiedono misure più dure nei confronti di Israele, fino alla sospensione dei rapporti diplomatici.









