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La Corte di Cassazione è tornata a intervenire sul caso dell’omicidio di Angelo Maria Piras, annullando la condanna a 21 anni di reclusione inflitta ad Alice Flore dalla Corte d’assise d’appello di Cagliari nel giugno dello scorso anno.
La decisione arriva dopo l’accoglimento del ricorso presentato dagli avvocati della difesa, Francesco Lai e Potito Flagella. I giudici hanno disposto un nuovo rinvio alla Corte d’assise d’appello di Cagliari, chiamata quindi a riesaminare il caso e a emettere una nuova sentenza.
Si tratta del secondo annullamento con rinvio disposto dalla Cassazione nell’ambito del procedimento relativo all’omicidio avvenuto a Lula il 25 gennaio 2015, quando Angelo Maria Piras venne ucciso a fucilate.
Nel processo erano inizialmente imputati, oltre ad Alice Flore, anche il marito Nico Piras (fratello della vittima), in un procedimento che ha attraversato diversi gradi di giudizio con esiti contrastanti: in primo grado il Tribunale di Nuoro aveva assolto entrambi gli imputati, mentre la Corte d’assise d’appello di Sassari li aveva successivamente condannati a 24 anni di carcere.
Quella sentenza era stata a sua volta annullata dalla Cassazione, che aveva rinviato il procedimento alla Corte d’assise d’appello di Cagliari. Proprio quest’ultima, lo scorso anno, aveva emesso la nuova condanna nei confronti di Alice Flore, ora nuovamente annullata con un ulteriore passaggio in appello.

