Gli attivisti italiani della missione “Global Sumud Flotilla” diretta a Gaza e successivamente fermati dalle autorità israeliane, sono rientrati nella serata di ieri, giovedì 21 maggio, all’aeroporto di Fiumicino. Al loro arrivo, hanno denunciato presunti maltrattamenti subiti durante la detenzione, parlando di violenze fisiche, umiliazioni e abusi.

“A chi hanno rotto costole, a chi hanno molestato sessualmente ma è stata anche una tortura psicologica”, hanno raccontato alcuni partecipanti alla spedizione.

Tra le testimonianze più dure quella del deputato del Movimento 5 Stelle Dario Carotenuto, presente all’arrivo degli attivisti: “Ci pestavano selvaggiamente e ci dicevano ‘Welcome to Israel’, c’erano persone con fratture, alcune donne hanno subito abusi sessuali. Poi ci hanno portato in aeroporto con le manette ai polsi e catene alle caviglie”.

La missione della Global Sumud Flotilla era partita con l’obiettivo dichiarato di portare aiuti e solidarietà alla popolazione della Striscia di Gaza, nel contesto del conflitto in corso tra Israele e Hamas e della grave crisi umanitaria denunciata da numerose organizzazioni internazionali.

Intanto la Procura di Roma acquisirà il video diffuso dal ministro israeliano della Sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir, nel quale si vedrebbero alcuni partecipanti alla missione inginocchiati, con le mani legate dietro la schiena. Le immagini hanno suscitato forti polemiche e reazioni di condanna a livello internazionale.

Sul piano politico, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha chiesto all’Unione Europea di valutare sanzioni nei confronti di Ben Gvir. Le opposizioni italiane giudicano però insufficiente questa linea e chiedono misure più dure, fino alla sospensione dei rapporti diplomatici con Israele.