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Si aggrava la crisi in Medio Oriente dopo la notte di attacchi statunitensi contro obiettivi iraniani. Secondo fonti di Washington, l'operazione sarebbe stata condotta in risposta all'abbattimento di un elicottero americano nei pressi dello Stretto di Hormuz e avrebbe colpito basi navali, sistemi radar e postazioni di artiglieria.
Teheran ha reagito lanciando attacchi contro basi americane presenti in diversi Paesi della regione e ha accusato gli Stati mediorientali di avere una "responsabilità legale e morale" per le operazioni condotte da Stati Uniti e Israele.
Sul piano diplomatico, secondo quanto riferito dalla Cnn citando una fonte diplomatica, emissari del Qatar sarebbero arrivati a Teheran dopo consultazioni con Washington nel tentativo di ridurre le divergenze ancora aperte e favorire la definizione di un accordo tra Stati Uniti e Iran.
Intanto il presidente americano Donald Trump ha rivendicato la linea adottata contro la Repubblica islamica. "L'Iran è solo chiacchiere e niente fatti. Il bullo del Medio Oriente è morto! Hanno impiegato troppo tempo per negoziare un accordo che sarebbe stato ottimo per loro, ora dovranno pagarne il prezzo", ha scritto sul social Truth, affermando inoltre di essere vicino a ordinare nuove operazioni militari.
Dure anche le parole del premier israeliano Benjamin Netanyahu nei confronti del presidente turco Recep Tayyip Erdoğan. "Il dittatore antisemita Erdoğan, che sta compiendo un genocidio contro i curdi, sostiene l'organizzazione terroristica Hamas, reprime il proprio popolo e imprigiona gli oppositori politici, è l'ultima persona che può impartire lezioni morali allo Stato di Israele".
A esprimere preoccupazione è stata anche la Cina. Il portavoce del ministero degli Esteri Lin Jian ha invitato tutte le parti coinvolte a mantenere la calma, evitare ulteriori escalation e adottare misure concrete per ridurre le tensioni nella regione.






