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Un aereo passeggeri della compagnia CityLink Aviation è precipitato nel Sud Sudan causando la morte di tutte le 14 persone a bordo. Lo ha comunicato l’Autorità per l’aviazione civile del Paese (Sscaa), precisando che una squadra investigativa è stata inviata nell’area dell’incidente per chiarire le cause dello schianto.
Il velivolo, un Cessna 208 Caravan, era decollato dalla città di Yei ed era diretto verso altre destinazioni interne quando i controllori hanno perso i contatti circa trenta minuti dopo la partenza. Poco dopo, l’aereo è precipitato a circa 20 chilometri a sud-ovest della capitale Giuba.
Secondo le prime informazioni raccolte dalle autorità, tra le possibili cause dell’incidente vi sarebbero le difficili condizioni meteorologiche, in particolare la scarsa visibilità registrata nella zona al momento del volo. A bordo si trovavano 14 persone: il pilota e 13 passeggeri. Tra le vittime figurano 12 cittadini sud sudanesi e due cittadini kenioti.
L’ennesimo disastro aereo riaccende l’attenzione sulle criticità del settore dell’aviazione civile in Sud Sudan, uno dei più fragili del continente africano. Il Paese, indipendente dal 2011, dispone infatti di infrastrutture di trasporto limitate e negli ultimi anni ha registrato numerosi incidenti aerei, spesso collegati a carenze nei controlli di sicurezza, manutenzione insufficiente e utilizzo di velivoli datati.
Secondo i dati disponibili, nel primo decennio successivo all’indipendenza oltre 55 aerei sono precipitati nel Paese, provocando decine di morti. Uno degli episodi più recenti risale al gennaio 2025, quando un aereo con a bordo circa 20 operai del settore petrolifero precipitò pochi minuti dopo il decollo nei pressi dei giacimenti dello Stato di Unità, nel nord del Sud Sudan.
Il più grave incidente aereo nella storia del Paese resta però quello del novembre 2015: un Antonov si schiantò poco dopo il decollo vicino all’aeroporto di Giuba, causando la morte di 41 persone.








