Quando ieri, dando uno sguardo alle formazioni ufficiali di Cagliari-Atalanta, è apparso il nome di Paul Mendy, tanti tifosi hanno accolto con un misto di interesse e preoccupazione la novità in casa rossoblù. Un giovanotto di belle speranze lanciato dal primo minuto in una sfida che potrebbe valere una fetta importante di salvezza dei sardi. Sono bastati veramente una manciata di secondi - 16 per l'esattezza - per dissolvere ogni dubbio, quando su una palla istantaneamente recuperata dal Cagliari, il cross di Adopo ja pescato libero in area proprio Mendy, che incornando di testa ha trafitto Carnesecchi. Pochi giri di lancetta ed è ancora l'attaccante protagonista, al minuto 8, quando corregge ancora in rete su una respinta dell'estremo difensore bergamasco.

Per snocciolare alcune statistiche: è il suo primo gol è la rete più veloce del Cagliari negli ultimi 40 anni; Mendy è il primo 2007 a segnare una doppietta in Serie A; mai nessuno, inoltre, in maglia rossoblu aveva segnato uan doppietta nei primi otto minuti di gioco. I due gol dell'attaccante senegalese valgono probabilmente la salvezza rossoblù, in una sfida che l'Atalanta aveva riacciuffato con la doppietta di Scamacca, ma che a inizio ripresa Borrelli ha chiuso sul 3-2.

Chi è Paul Mendy

Ma da dove arriva il giovane centravanti buttato nella mischia da Pisacane? E' uno dei prospetti più interessanti emersi negli ultimi anni dal proprio settore giovanile. La sua storia calcistica parte però molto lontano dalla Sardegna, precisamente dal Senegal.

Mendy nasce il 13 gennaio 2007 a Rufisque, città situata nell’area di Dakar. Cresce calcisticamente in Senegal, dove muove i primi passi in realtà locali legate alla formazione dei giovani talenti. Muove i primi passi nell’AS Bambey, società dalla quale il Cagliari lo acquisterà ufficialmente. Il suo nome arriva all’attenzione degli osservatori rossoblù durante il 2024.

A segnalarlo sarebbe stato Roberto Muzzi, allora coordinatore tecnico della Primavera del Cagliari, colpito dalle qualità atletiche e tecniche del ragazzo durante alcune osservazioni in Senegal. Il club decide così di investire su di lui e nel febbraio 2025 ne ufficializza l’acquisto a titolo definitivo, in un affare da circa 15mila euro.

Una volta arrivato in Sardegna, Mendy viene inserito nel settore giovanile del Cagliari e aggregato alla Primavera. L’impatto è immediato. Pur essendo molto giovane, mostra rapidamente caratteristiche decisive per un attaccante della sua età: grande forza fisica, velocità in campo aperto, capacità di attaccare la profondità e notevole freddezza sotto porta. Mancino naturale, viene utilizzato prevalentemente come centravanti, ma dimostra anche mobilità e disponibilità nel lavoro per la squadra.

I numeri a Cagliari

Durante la stagione 2025-2026 diventa uno dei protagonisti assoluti della Primavera rossoblù. I numeri confermano la crescita: segna con continuità, realizza reti decisive e attira sempre più attenzione anche fuori dall’ambiente cagliaritano. In 31 presenze realizza 15 gol e 3 assist. Le sue prestazioni convincono la società a blindarlo rapidamente: nel marzo 2026 il Cagliari annuncia infatti il rinnovo del contratto fino al 2031, un segnale molto forte della fiducia riposta nel ragazzo.

Nel frattempo arrivano anche le prime convocazioni con la prima squadra. L’esordio in Serie A avviene il 20 marzo 2026 nella partita contro il Napoli. È però poco più di un mese dopo che il suo nome esplode davvero a livello nazionale. Ieri, appunto, 27 aprile 2026, alla sua prima gara da titolare in campionato contro l’Atalanta, Mendy realizza una clamorosa doppietta.

Caratteristiche

Dal punto di vista tecnico, Paul Mendy è una punta moderna: fisicamente potente ma anche rapida, capace di giocare in verticale, di proteggere palla e di creare profondità. Non è soltanto un finalizzatore d’area, ma un attaccante dinamico, utile anche nella costruzione offensiva e nella pressione sugli avversari.

Resta ancora da "sgrezzare", come normale per un giocatore della sua età, ma le prospettive sono interessanti e starà a giocatore e società, insieme, gestire al meglio il percorso di crescita per far sì che possa diventare e tutti gli effetti un attaccante adatto a stare su alti livelli. Ma se il buongiorno si vede dal mattino, siamo sulla buona strada.