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Per affrontare le vertenze industriali che interessano il Sulcis Iglesiente serve una strategia nazionale che consideri strategiche le produzioni del territorio. Lo ha sostenuto l'assessore regionale dell'Industria, Emanuele Cani, intervenendo in audizione davanti alla 9ª Commissione del Senato dedicata all'area di crisi industriale di Portovesme.
"Se vogliamo giungere a una risoluzione delle vertenze industriali che interessano il Sulcis Iglesiente, riguardanti in primis le aziende Sider Alloys, Portovesme Srl ed Eurallumina, è necessaria una politica industriale strutturale nazionale che metta al centro queste produzioni, se davvero strategiche e prioritarie per il Paese".
Secondo l'assessore, se le materie prime prodotte nel Sulcis Iglesiente sono davvero strategiche per l'economia nazionale, è necessario un forte intervento dello Stato per rendere competitive le produzioni, riducendo in modo strutturale il costo dell'energia e promuovendo filiere produttive nazionali.
Cani ha inoltre richiamato l'attenzione sul peso del caro trasporti legato all'insularità e sulle difficoltà internazionali che coinvolgono le multinazionali presenti nell'area, citando anche il congelamento dei beni di Eurallumina in seguito alla guerra in Ucraina.
"La gestione di queste crisi così complesse è dunque il combinato di tutta una serie di macro fattori che i territori da soli non sono nella condizione di affrontare, pertanto mi permetto di suggerire un cambio di paradigma che veda un intervento massiccio dello Stato su questo compendio industriale nel suo complesso, e non più solo sulle singole vertenze".






