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Stato di agitazione delle segreterie regionali di Flc Cgil, Cisl Scuola, Snals Confsal, Gilda Unams e Anief contro il piano di dimensionamento scolastico predisposto dal commissario del governo Francesco Feliziani. Le sigle contestano in particolare il taglio di nove autonomie scolastiche, denunciando un impatto sproporzionato su alcuni territori.
“Nove autonomie tagliate e accanimento su Nuoro e Ogliastra – protestano i sindacati –, protette la città metropolitana di Cagliari e la provincia di Oristano”.
La richiesta è univoca: revisione immediata del piano, accompagnata dall’annuncio di una mobilitazione “ampia e determinata in tutti i territori colpiti”. L’appello è rivolto a tutto il mondo della scuola e alle istituzioni locali: “Chiamiamo a raccolta il personale scolastico, gli studenti, le famiglie e i sindaci per difendere la scuola pubblica sarda. La scuola non è un costo, è un diritto. Difenderla è un dovere collettivo”.
Nuoro e Ogliastra risultano le aree maggiormente penalizzate. “Questo territorio – spiegano i sindacati – paga il prezzo più alto: su nove tagli regionali, ben cinque si concentrano in questa sola area. È una scelta inaccettabile che viola palesemente le linee guida regionali”.
Secondo le sigle, le ricadute saranno pesanti anche sul piano organizzativo: “Si stanno creando istituti giganti burocratici ingestibili dove il dirigente scolastico diventa un mero amministratore a distanza”.
Sul fronte Gallura, il sindaco di Sant’Antonio di Gallura Carlo Duilio Vitti definisce il piano “una scelta scellerata”, spiegando che al territorio vengono soppresse due autonomie invece di una sola. I plessi saranno accorpati a Santa Teresa Gallura, a circa sessanta chilometri di distanza.
“Per gli alunni di fatto non cambierà nulla, ma il cambiamento sarà nell'organizzazione scolastica”, sottolinea Vitti.
Critico anche il sindaco di Arzachena Roberto Ragnedda dopo la soppressione dell’autonomia dell’Istituto Comprensivo Arzachena 2: “Siamo fermi nell'affermare che questa decisione, figlia del commissariamento della Regione sulla materia, è sintomo di un sistema che non funziona”.






