La Procura generale di Sassari ha ribadito la richiesta di conferma integrale della sentenza di ergastolo per Michele Fresi, il 28enne che, sotto gli effetti di un massiccio mix di droghe, uccise il padre Giovanni, orafo di 58 anni, colpendolo alla testa con una mazza di legno la notte tra il 27 e il 28 dicembre 2023 ad Arzachena.

Questa mattina si è aperto in Corte d'Assise d'appello a Sassari il processo di secondo grado. Michele Fresi nell'ottobre 2025 era stato condannato all'ergastolo, con isolamento diurno per un anno, e al risarcimento del danno in favore delle parti civili.

La notte dell'omicidio, Giovanni Fresi era corso in centro ad Arzachena per cercare di riportare alla calma il figlio Michele, completamente fuori controllo per aver assunto dosi pesanti di anfetamine, cocaina, acidi e alcol. Prima di scendere in strada seminando il panico con una mazza di legno, il 28enne aveva picchiato e stordito in casa una sua amica, poi all'arrivo del padre si era scagliato contro di lui colpendolo alla testa con la stessa mazza e uccidendolo.

Oggi anche i legali rappresentanti delle parti civili, Massimo Schirò, Giampaolo Murrighile e Jacopo Merlini, hanno ribadito la richiesta di conferma della pena, mentre l'avvocato della difesa, Pierfranco Tirotto, ha insistito per l'accoglimento delle attenuanti così come richiesto in primo grado. La prossima udienza si terrà il 14 dicembre.