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La comunità di Ozieri si è riunita nei giorni scorsi nella chiesa di San Francesco per la presentazione della ricerca “Diversamente giovani: bisogni e desideri degli anziani nella città di Ozieri”, promossa dalla Caritas diocesana insieme al Servizio Studi e Ricerche di Caritas Sardegna.
L’iniziativa ha acceso i riflettori sulla terza età, raccontata non come una fase marginale della vita ma come una stagione ancora ricca di relazioni, desideri e possibilità di partecipazione attiva.
Durante l’incontro, don Antonio Loi e Francesca Sanciu hanno ripercorso le origini del progetto, nato nel 2018 con “Mai più soli”, interrotto durante il lockdown e rilanciato nel 2024 con il programma “Legami d’Argento”. Al centro, l’ascolto diretto degli anziani, definito come uno strumento capace di dare voce anche agli “anziani sognatori”.
I risultati della ricerca, illustrati da Raffaele Callia, mostrano una popolazione anziana in gran parte autosufficiente e stabile economicamente, ma segnata da criticità importanti: oltre il 75% degli intervistati soffre di patologie e molte sono croniche. Emerge inoltre il fenomeno della “femminilizzazione della solitudine”: quasi un anziano su quattro vive solo e nella maggior parte dei casi si tratta di donne, spesso vedove.
L’indagine ha fatto emergere anche la cosiddetta “vergogna del bisogno”, che porta molti anziani a non chiedere aiuto per non pesare sui familiari. Tra i temi affrontati anche il rischio di isolamento sociale legato alla conformazione urbana di Ozieri e alle tipiche case “a pipiri”, spesso difficili da vivere con l’avanzare dell’età.
Nel corso della serata si è parlato delle possibili azioni future per rafforzare reti di solidarietà, contrastare la solitudine e favorire il dialogo tra generazioni.






