Un micro cellulare e due caricabatterie sono stati trovati dalla Polizia Penitenziaria nella Casa Circondariale di Sassari-Bancali durante la perquisizione di un detenuto lavorante, impegnato nelle attività di pulizia lungo il perimetro esterno dell'istituto. Il materiale era abilmente nascosto ed è stato scoperto al termine del lavoro.

A denunciare l'episodio è Giacomo Mascia, Segretario Nazionale del Si.N.A.P.Pe. Secondo una prima ipotesi, ancora da verificare, il detenuto potrebbe aver recuperato i dispositivi nell'area esterna. Non viene esclusa la possibilità che siano stati introdotti dall'esterno attraverso un drone. Recentemente, infatti, il sistema di sicurezza dell'istituto aveva consentito di rilevare un drone in volo sopra l'area del carcere.

Il sindacato richiama anche la sperimentazione del sistema jammer avviata nel carcere di Napoli Secondigliano per impedire la trasmissione e la ricezione dei segnali dei telefoni illeciti e auspica che la tecnologia venga estesa anche a Sassari-Bancali e agli altri istituti sardi.

"Quello della sicurezza resta un tema prioritario. Episodi di questo tipo dimostrano la necessità di mantenere sempre alta l’attenzione e di continuare a rafforzare sia i controlli che le dotazioni tecnologiche all’interno e all’esterno degli istituti penitenziari. In questa direzione, riteniamo fondamentale che le nuove tecnologie di inibizione dei segnali possano essere estese rapidamente agli istituti che presentano maggiori criticità, compreso Sassari-Bancali", sottolinea Mascia.

L'episodio arriva il giorno dopo un'aggressione ai danni di alcuni agenti nell'istituto sassarese: tre poliziotti penitenziari hanno dovuto ricorrere alle cure del pronto soccorso cittadino.