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Un appello per la libertà di espressione e contro la pena di morte prende forma sulla spiaggia di Platamona, nel Sassarese. A lanciarlo è l’artista Nicola Urru, che ha realizzato un grande altorilievo sulla sabbia dedicato a Najmeh Amini, studentessa iraniana di 23 anni condannata a morte da un tribunale di Mashhad per un post sui social ritenuto blasfemo.
La giovane, arrestata tra la fine di gennaio e l’inizio di febbraio scorsi, è raffigurata accanto a due effigi che le impongono il silenzio. Un’opera che diventa così un richiamo alla difesa della dignità umana e del diritto di esprimere liberamente il proprio pensiero.
«Esprimersi non è soltanto un atto verbale o un'opzione tra le tante, ma rappresenta una dimensione costitutiva della natura umana», scrive Urru sui social. L’artista sottolinea come parole, arte, pensiero e dissenso permettano a ciascuno di dare voce al proprio mondo interiore e di esercitare la propria dignità.
La repressione, osserva, non colpisce soltanto le libertà politiche e giuridiche, ma anche la possibilità di vivere autenticamente. «La possibilità di condividere idee senza il terrore di essere incriminati o soffocati dai dogmi è ciò che custodisce la bellezza e la complessità della vita umana», conclude, auspicando una società fondata sul dialogo anziché sulla punizione.






