Due giornate di approfondimento dedicate a una delle sfide principali della sanità moderna: contrastare le infezioni causate da microrganismi multiresistenti. Il convegno "Diagnosi precoce, Trattamento, Sorveglianza e Formazione per il contrasto alle infezioni sostenute da microrganismi multiresistenti in ambito ospedaliero" si terrà a Sassari il 24 e 25 luglio presso l'Aula Magna del Complesso Biologico di viale San Pietro 43/B. L'evento è organizzato nell'ambito del Progetto di Ricerca Interdisciplinare – DM 737/2021, promosso dall'Università degli Studi di Sassari in collaborazione con l'Azienda ospedaliero universitaria di Sassari.

Lo scopo dell'evento è riunire specialisti provenienti da diverse discipline per esaminare le più recenti evidenze scientifiche e le strategie per prevenire, diagnosticare e controllare l'antimicrobico-resistenza (AMR), riconosciuta globalmente come una delle principali minacce alla salute pubblica, con impatti significativi sulla mortalità e sui costi sanitari.

I lavori inizieranno nel pomeriggio del 24 luglio con i saluti istituzionali e la presentazione dei risultati delle indagini di primo e secondo livello, insieme a programmi formativi sul campo, come PROCARe Sardinia e l'Indagine sull'adesione all'Igiene mani. Seguirà una conferenza magistrale sull'antimicrobico-resistenza nel contesto One Health e interventi sull'epidemiologia, la sorveglianza microbiologica, la genomica applicata e i risultati dei principali progetti regionali, culminando in una tavola rotonda conclusiva.

La seconda giornata, il 25 luglio, affronterà temi cruciali come la sorveglianza delle infezioni in terapia intensiva, gli studi di prevalenza, il monitoraggio molecolare nelle acque reflue, il ruolo delle vaccinazioni e la comunicazione sulla salute nella lotta all'AMR.

L'iniziativa ha contribuito a implementare percorsi diagnostici e preventivi avanzati per contenere la diffusione dei patogeni più pericolosi nei reparti ospedalieri.

"I risultati del Progetto 737 testimoniano la straordinaria sinergia tra la ricerca scientifica del nostro Ateneo e le esigenze clinico-assistenziali - spiega Paolo Castiglia, direttore della Direzione medica di presidio dell’Aou di Sassari e responsabile del progetto - Integrare le più recenti tecnologie di sorveglianza genomica nei percorsi di cura dimostra come l'Università sia in prima linea nell'innovazione medica e nella tutela della salute pubblica, formando professionisti capaci di affrontare le sfide sanitarie del futuro". 

"Grazie a questo progetto abbiamo valutato protocolli molecolari per identificare tempestivamente i pazienti colonizzati da batteri resistenti agli antibiotici di ultima generazione, accelerando i tempi di diagnosi e permettendo un isolamento precoce del paziente - sottolinea Andrea Piana, prorettore vicario dell’Università degli Studi di Sassari -. Con l'impiego del sequenziamento genico e l'estensione delle strategie 'search and destroy' per l'MRSA nei reparti a maggior rischio come Rianimazione, Ematologia e Chirurgie specialistiche, abbiamo dimostrato che la genomica non è solo ricerca teorica, ma uno strumento operativo fondamentale per tracciare i ceppi ed evitare la diffusione di infezioni in ospedale".

La ricaduta pratica di queste attività punta direttamente a migliorare gli standard di sicurezza per le persone ricoverate e per gli operatori. "Garantire la sicurezza delle cure nei nostri reparti è la priorità assoluta dell'Azienda - precisa Lucia Anna Mameli, direttrice sanitaria dell'Aou di Sassari -. I protocolli di screening e prevenzione sperimentati, soprattutto nelle aree critiche in cui risiedono i pazienti più vulnerabili, ci offrono un modello organizzativo concreto ed efficace per abbattere il rischio di infezioni correlate all'assistenza". 

Un approccio che affianca alla diagnostica di precisione anche un forte investimento sul piano comportamentale ed educativo. «I programmi di sorveglianza rapida e le indagini conoscitive svolte sul personale dimostrano che l'antimicrobico-resistenza si combatte con un approccio integrato - conclude Serafinangelo Ponti, direttore generale dell'Aou di Sassari -. Da un lato serve l'investimento in tecnologie diagnostiche all'avanguardia, dall'altro occorre promuovere la cultura della prevenzione, l'igiene delle mani e la corretta gestione degli antibiotici. Come Aou continueremo a sostenere questi progetti innovativi per elevare costantemente la qualità dei nostri servizi sanitari". 

L'incontro costituisce un momento significativo di dialogo tra esperti sanitari, studiosi ed enti per scambiare conoscenze, successi e visioni future riguardanti la prevenzione e il controllo delle infezioni legate all'assistenza, sottolineando l'importanza dell'Aou di Sassari e dell'Università degli Studi di Sassari nel promuovere la ricerca e l'innovazione nel settore sanitario.