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Un progetto che alla protezione e al ripristino delle praterie di Posidonia oceanica all'interno dell'Area Marina Protetta Capo Caccia - Isola Piana, frutto della collaborazione tra diversi enti, ha preso il via grazie all'unione della Fondazione Millbor, l'AMP Capo Caccia - Isola Piana gestita dall'Azienda Speciale Parco di Porto Conte, con l'Università degli Studi di Sassari e con il Comune di Alghero: un'iniziativa decennale finalizzata a salvaguardare uno degli ecosistemi marini più importanti del Mediterraneo.
Ormai è risaputo che le praterie di Posidonia oceanica rivestono un ruolo cruciale per la biodiversità, la stabilità dei fondali, la qualità dell'acqua e l'assorbimento del carbonio, contribuendo alla lotta contro i cambiamenti climatici. Grazie al sostegno economico della Fondazione Millbor, il progetto potrà contare su 60.000 euro all'anno per i primi cinque anni, destinati al reimpianto, al monitoraggio scientifico e agli sforzi di sensibilizzazione ambientale. L'obiettivo è raggiungere l'autosostenibilità economica nel lungo periodo.
Nel partenariato, l'AMP Capo Caccia - Isola Piana assumerà un ruolo di coordinamento per la gestione, la comunicazione, l'educazione ambientale e il coinvolgimento della comunità locale. L'Assessorato all'Ambiente del Comune di Alghero supporterà il progetto sul fronte delle attività territoriali e dell'interazione con i cittadini. La prof.ssa Giulia Ceccherelli dell'Università di Sassari sarà responsabile del coordinamento scientifico.
La Consigliera del Direttivo del Parco, Franca Carta, il Direttore dell'Azienda Speciale Parco di Porto Conte, Mariano Mariani, la fondatrice e Managing Director della Fondazione Millbor, dott.ssa Gina Miller, la Director of Ocean Strategy dott.ssa Aly Rose e il consulente della Fondazione dott. Mario Delitala hanno lavorato insieme per definire la collaborazione e gli aspetti istituzionali del progetto, "Siamo molto soddisfatti di avviare questa collaborazione – dichiara Franca Carta, Consigliera del Direttivo del Parco –. Il progetto rappresenta un’importante opportunità per coniugare tutela ambientale, ricerca scientifica e partecipazione della comunità locale, tutelando e valorizzando le nostre praterie di Posidonia oceanica e il patrimonio naturale dell’AMP Capo Caccia – Isola Piana con particolare riferimento a quei fondali dell’AMP dove le praterie hanno subito danni causati dalla pesca illegale a strascico o dagli eccessi dell’ancoraggio."
Si tratta quindi di un'iniziativa che combina obiettivi tecnico-scientifici e sociali mira a promuovere modelli di cittadinanza attiva ed educazione ambientale. Tra gli obiettivi principali si annoverano l'avvio di un programma continuativo di reimpianto della Posidonia oceanica, lo sviluppo di protocolli scientifici replicabili e il coinvolgimento attivo di scuole, cittadini e pescatori autorizzati dell'Area Marina Protetta. Si mira anche alla progressiva autosostenibilità economica del progetto e alla valorizzazione dei benefici ecosistemici, ad esempio attraverso l'utilizzo di strumenti innovativi come i crediti di carbonio.
Il progetto si colloca in un contesto di economia circolare, coinvolgendo la comunità locale, le scuole e i pescatori autorizzati nella raccolta dei rizomi spiaggiati, che vengono successivamente riutilizzati per attività di ripristino ambientale. Il monitoraggio scientifico, condotto in collaborazione con l'Università degli Studi di Sassari, permetterà di valutare nel tempo l'efficacia degli interventi e di fornire dati utili per supportare strategie di gestione sostenibile dell'area marina protetta.
Attraverso questo progetto decennale, il Parco di Porto Conte ribadisce il proprio impegno nella difesa del patrimonio naturale, nella promozione della ricerca scientifica applicata e nello sviluppo di modelli innovativi e sostenibili di conservazione che integrino ambiente, comunità e responsabilità economica.






