Michele Pais, consigliere comunale di Alghero, lancia un allarme legato alle difficoltà di tante famiglie, a causa dell’assenza del medico di Medicina generale, "Non solo il reparto di Endocrinologia a rischio chiusura - spiega in una nota. Dal 1° gennaio, circa 8000 cittadini algheresi sono rimasti senza medico di base. È una situazione gravissima, indegna di una comunità civile e totalmente fuori controllo".

"Parliamo di persone che necessitano di ricette per farmaci salvavita, di prescrizioni mediche fondamentali, di certificati di malattia per poter lavorare - evidenzia Pais -. Tutto ciò che prima veniva garantito dal proprio medico di fiducia oggi è diventato un percorso a ostacoli".

Una criticità che, secondo quanto denunciato dal consigliere della Lega, si traduce in lunghe attese, disagi e difficoltà organizzative per i cittadini coinvolti, "I cittadini - spiega Pais - sono costretti a rivolgersi prima alla guardia medica e poi al punto Ascot di Fertilia (provvidenzialmente istituito nella scorsa legislatura in Regione), dove si formano code interminabili, spesso all’aperto e sotto le intemperie. E dopo ore di fila non è nemmeno garantito di essere visitati: se l’orario dell’ambulatorio termina, si viene rimandati al giorno successivo".

Il consigliere di Alghero si sofferma oin particolar modo sulla delicata la situazione delle persone affette da patologie croniche o gravi, per le quali l’accesso continuativo alle cure rappresenta una necessità imprescindibile, "Ci sono malati che non si reggono in piedi, costretti a fare la fila come se nulla fosse - afferma nella nota -. Attraverso il cellulare non si può più fare niente, mentre prima il proprio medico risolveva anche a distanza. Questo non è progresso, è un ritorno indietro inaccettabile".

Secondo Michele Pais, il problema non interessa solo Alghero, ma si inserisce all'interno di un quadro più ampio che abbraccia l’intera provincia di Sassari, con difficoltà ancora più evidenti nei centri minori,, "Un’emergenza regionale che colpisce soprattutto i più fragili - dice il consigliere - e che dimostra il fallimento della programmazione sanitaria che invece prometteva miglioramento dell’assistenza".

Pais si sofferma poi sull’attuale gestione politica della sanità, "È un incubo. E la cosa più grave è il silenzio della politica, o l’utilizzo di slogan e selfie. Altro che cambio di passo: tutto è peggiorato e all’orizzonte non si intravede nemmeno una parvenza di soluzione, se non un balletto di nomine nelle aziende e la sanità utilizzata come spartizione di potere".

"Forse l’unica 'risposta' è rivolgersi al Cup politico come qualcuno a livello regionale sembra suggerire - conclude Michele Pais -, Una battuta dal riso amaro, che richiama solo vergogna e responsabilità. La politica non può più far finta di nulla".