La Cgil proclama lo stato di agitazione nel settore della sanità in Sardegna alla vigilia della manifestazione dei comitati per la salute pubblica in programma domani a Cagliari. Una delegazione dei comitati sarà ricevuta dal presidente del Consiglio regionale, Piero Comandini.

Secondo il sindacato, gli impegni assunti dalla Regione con il protocollo d’intesa firmato il 4 agosto 2025 insieme a Cisl e Uil non sono stati rispettati. "Non sono stati realizzati. E quindi si tratta adesso di capire se anche attraverso la mobilitazione riusciamo a far cambiare idea alla presidente e a mettersi attorno a un tavolo per decidere come attuarlo e come farlo diventare realtà", spiega il segretario regionale della Cgil Fausto Durante, che questa mattina ha riunito i quadri del sindacato sul tema della sanità.

Tra le priorità indicate dal sindacato c’è la riduzione delle liste d’attesa. "Da subito noi abbiamo indicato quelli che sono i progetti più meritevoli di attenzione – osserva – Intanto la diminuzione delle liste d'attesa". Durante sottolinea l’assenza di una strategia organica e ricorda la necessità di individuare gli esami più richiesti, rafforzare gli organici e intervenire sulla gestione della domanda sanitaria.

Altro nodo riguarda i tempi tra diagnosi e cure, talvolta anche in ambito oncologico, oltre alla carenza di medici di medicina generale e pediatri. "Siamo nella condizione per la quale sono circa 400.000, su una popolazione di circa 1 milione e mezzo, gli abitanti che sono privi di medico di base assegnato loro secondo le caratteristiche della legge".

Durante evidenzia inoltre un dato preoccupante: "Siamo la regione d'Italia in cui è più alto il numero di persone che decidono di non curarsi più, pur in presenza di patologie gravi o importanti". Secondo il segretario, questo accade perché il sistema sanitario non riesce a rispondere in tempi adeguati oppure perché chi non trova risposta nel pubblico non ha risorse per ricorrere alla sanità privata.

Con la dichiarazione dello stato di agitazione si apre ora una procedura di confronto davanti ai prefetti della Sardegna. "Se non ci saranno ipotesi di sblocco della trattativa e se non ci saranno proposte che convincono le organizzazioni della funzione pubblica a revocare la mobilitazione, andremo avanti con la protesta", conclude Durante.