Si fa sempre più concreta l’ipotesi di una mobilitazione sulla sanità in Sardegna, alla luce del clima di forte malcontento emerso durante l’assemblea generale della Cgil regionale. Nei prossimi giorni il sindacato avvierà una valutazione sull’attuazione del protocollo sulla sanità, con l’obiettivo di decidere come proseguire l’iniziativa in modo unitario, insieme a Cisl e Uil e alle rispettive categorie della funzione pubblica e dei pensionati.

Questo l’indirizzo affidato al segretario regionale Fausto Durante e all’esecutivo, attraverso un ordine del giorno approvato all’unanimità dall’assemblea generale. Nel documento si chiede alla Regione di mettere in campo misure immediate e di lungo periodo per “restituire governo, stabilita' e prospettiva ai sistemi sanitari territoriali”.

La Cgil ricorda che “il protocollo firmato lo scorso 4 agosto ha offerto un metodo per la presa in carico della vertenza regionale per il diritto alla salute, un metodo per costruire soluzioni condivise, durature e sostenibili che, anche attraverso un puntuale e continuativo confronto di merito, contribuisse al rilancio ed al rafforzamento del servizio sanitario e socio-sanitario regionale, le cui criticità rivestivano e continuano a dimostrare caratteri di straordinaria urgenza”.

Secondo il sindacato, però, a distanza di mesi il quadro è cambiato in peggio. “A oggi invece, si registra: la revoca dell'assessore alla Sanità, l'assunzione dell'incarico ad interim da parte della presidente della Regione, la sentenza della Corte costituzionale che ha dichiarato l'incostituzionalità degli artt. 6 e 14 della legge 8, il reintegro del direttore generale della Asl di Sassari, la perdurante paralisi amministrativa in alcune Asl, una generale insoddisfazione per lo stato di attuazione del protocollo”, spiega la Cgil.

Nell’ordine del giorno si sottolinea infine che “E' inevitabile osservare” come il rinvio di numerosi interventi concreti, legato allo sviluppo di un’azione di spoil system delle aziende sanitarie, abbia finito per allontanare l’azione regionale dai principi fondamentali della sanità pubblica e del buon andamento amministrativo, generando ritardi, inefficienze e un diffuso clima di sfiducia.