Prendere il via quest'oggi il nuovo progetto formativo promosso dal CPIA n.4 di Oristano e rivolto a cinquanta detenuti della Casa di reclusione di Massama. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di ampliare le opportunità di formazione per gli studenti detenuti, offrendo loro la possibilità di conseguire brevetti e certificazioni spendibili nel mondo del lavoro.

Il progetto è stato ideato dal professor Gian Mario Dettori, docente del CPIA e referente dell’istituto presso la struttura penitenziaria. La sua realizzazione è stata resa possibile grazie alla collaborazione con l’associazione ed ente di formazione Re-Heart, di cui lo stesso docente fa parte come istruttore. L’associazione ha infatti messo a disposizione cinquanta brevetti, donandoli integralmente per consentire lo svolgimento del percorso formativo e permettere ai partecipanti di ottenere certificazioni aggiuntive rispetto ai titoli di studio già conseguibili attraverso i percorsi scolastici attivi nella Casa di reclusione.

Per l’organizzazione dei corsi, Dettori ha coinvolto anche altri istruttori Re-Heart, volontari dell’associazione Vida di Oristano, dando vita a una collaborazione tra scuola, istituzione penitenziaria, enti di formazione e realtà del volontariato. Il percorso si articolerà in una serie di incontri che impegneranno i detenuti per l’intera giornata, alternando momenti teorici e attività pratiche. Tra gli obiettivi principali vi è quello di fornire competenze concrete e immediatamente spendibili in ambito lavorativo una volta terminato il periodo di detenzione. Allo stesso tempo, i partecipanti acquisiranno conoscenze fondamentali per intervenire in situazioni di emergenza, come l’arresto cardiaco o la disostruzione delle vie aeree.

Il professor Gian Mario Dettori ha dichiarato: «Questo potrebbe essere il primo brevetto sperimentale di non poca utilità, pronti per aprire le strade a una serie di corsi di formazione per ampliare il curriculum di competenze dei nostri studenti affinché riescano a trovare lavoro immediatamente subito dopo la fine della pena. Cerchiamo di offrire opportunità di crescita e riscatto. Questo progetto rappresenta un esempio concreto di come l’istruzione possa diventare strumento di inclusione, responsabilizzazione e reinserimento sociale. Investire nella formazione significa investire nel futuro delle persone e della comunità».

Sulla stessa linea la dirigente scolastica del CPIA n.4 di Oristano, Carmensita Feltrin, che ha sottolineato:
«Il progetto proposto è perfettamente in linea con il ruolo del Centro Provinciale di Istruzione degli adulti (CPIA), che ha il compito principale di offrire occasioni di upskilling e respkilling per contribuire fattivamente all'innalzamento del livello di istruzione e formazione della popolazione adulta in chiave personale, lavorativa e sociale». Soddisfazione è stata espressa anche dal presidente dell’associazione Re-Heart: «Siamo onorati di poter contribuire al primo intervento di questo progetto lungimirante. Mettere a disposizione 50 brevetti significa credere nel valore della formazione come leva di cambiamento e offrire un’opportunità concreta a chi desidera costruire un nuovo percorso di vita».

L’iniziativa rappresenta un esempio significativo di collaborazione tra scuola, sistema penitenziario, enti di formazione e associazioni del territorio, uniti dall’obiettivo di promuovere competenze, responsabilità e nuove prospettive occupazionali. L’appuntamento dell’11 marzo segnerà l’inizio di un percorso che punta a diventare un modello replicabile anche in altri contesti di formazione all’interno degli istituti penitenziari.