La decisione della Giunta regionale della Sardegna di trasferire al Comune di Terralba l'intero complesso immobiliare della località di Marceddì è stata presa oggi, mercoledì 11 marzo.

La delibera approvata autorizza la cessione di 301 unità catastali, incluse costruzioni e aree pertinenziali, al prezzo simbolico di un euro per ogni particella, in conformità alla legge regionale n. 35 del 1995.

“È una decisione che segna un passaggio importante per il futuro della borgata e per una vicenda amministrativa che si trascina da decenni - afferma l’assessore degli Enti locali e Urbanistica, Francesco Spanedda -. Con questo provvedimento la Regione compie fino in fondo il proprio ruolo: mettere ordine nella situazione patrimoniale e creare le condizioni perché il Comune possa guidare i processi di riqualificazione e valorizzazione del territorio”.

La borgata di Marceddì ha avuto origine come un insediamento spontaneo su terreni appartenenti al demanio marittimo. Dopo un lungo iter amministrativo, le aree sono state sdmantellate e trasferite prima allo Stato e poi alla Regione. Questo processo ha portato alla definizione del patrimonio regionale, con la classificazione delle proprietà immobiliari.

“Abbiamo scelto di applicare in modo concreto il principio di sussidiarietà: affidare al Comune di Terralba la titolarità del compendio significa mettere l’ente più vicino alla comunità nelle condizioni di governare direttamente le scelte sul futuro della borgata”, prosegue l'assessore. Il provvedimento si inserisce nel quadro delle disposizioni previste dalla legge regionale n. 9 del 2023, che ha previsto la predisposizione di un programma integrato di riordino urbano per la borgata di pescatori di Marceddì.

“Marceddì è un luogo con una storia e un’identità forti, ma anche con criticità urbanistiche e amministrative stratificate nel tempo. Il compito delle istituzioni è affrontare questa complessità senza scorciatoie, tenendo insieme il rispetto delle regole, la funzione sociale della proprietà pubblica e le aspettative della comunità locale”, conclude Spanedda.