Durante la mattinata di oggi, martedì 23 giugno 2026, presso lo “Spazio Enel” di via Tirso 144-146 a Oristano, si è svolto un incontro informativo dedicato alla prevenzione delle truffe telefoniche, nell’ambito di un protocollo d’intesa tra l’Arma dei Carabinieri e Enel Italia S.p.A..

L’iniziativa rientra nella campagna nazionale “Enel Energy Bar” e ha l’obiettivo di sensibilizzare la cittadinanza, con particolare attenzione alle fasce più vulnerabili, illustrando le principali tecniche utilizzate dai truffatori e fornendo strumenti pratici per riconoscere e prevenire i raggiri.

All’incontro hanno partecipato personale del settore Security di Enel e, in qualità di relatore, il Comandante del Reparto Operativo del Comando Provinciale dei Carabinieri di Oristano, Tenente Colonnello Paolo Montorsi. Nel corso del suo intervento, l’ufficiale ha illustrato le principali tipologie di truffe: dal vishing (telefonate fraudolente) allo smishing (SMS ingannevoli), dal phishing via email ai finti call center, fino alle simulazioni di operatori di società di servizi e al cosiddetto “finto Carabiniere” o “finto Avvocato”, tra le modalità più insidiose perché basate sulla pressione emotiva e sul richiamo agli affetti familiari.

È stato inoltre evidenziato l’impatto psicologico che queste truffe possono avere sulle vittime, spesso segnate non solo dal danno economico ma anche da un senso di colpa. In questo contesto, è stato ribadito l’invito a denunciare sempre tempestivamente i fatti, senza timori o imbarazzo, affidandosi alle Forze dell’Ordine.

Nel corso dell’intervento è stata illustrata anche l’attività investigativa condotta negli ultimi mesi dal Comando Provinciale, che ha sviluppato un “Modello Operativo Rafforzato” per contrastare i gruppi criminali specializzati nelle truffe ai danni di anziani e soggetti fragili. Il dispositivo ha consentito un’azione simultanea su più fronti, sia in fase di prevenzione sia di repressione, con interventi tempestivi anche oltre il territorio isolano grazie alla collaborazione con i reparti della Campania.

Le indagini hanno portato alla ricostruzione di un modus operandi caratterizzato non più solo da truffe aggravate, ma in diversi casi da vere e proprie estorsioni, con vittime sottoposte a pressioni psicologiche e minacce tali da indurle a consegnare denaro e oggetti di valore.

Grazie alle attività investigative avviate dopo le denunce, i Carabinieri sono riusciti a colpire più volte le reti criminali, anche attraverso operazioni coordinate tra Sardegna e penisola, con l’esecuzione complessiva di 11 arresti. Gli interventi hanno consentito inoltre, in diversi casi, il recupero della refurtiva e la restituzione dei beni sottratti.

Tra i casi risolti rientrano episodi avvenuti nei comuni di Collinas, Baratili San Pietro, Uras, Osilo, Nureci e Samugheo, a conferma di un fenomeno diffuso e di un’attività investigativa costante e coordinata sul territorio.