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"Si prende atto che il periodico della Diocesi di Tempio-Ampurias riporta un comunicato stampa dell'avv. Roberto Perghem in difesa del suo assistito Valerio Manca, noto come Padre Emanuele, già incardinato presso la medesima circoscrizione gallurese, già frate dell'Ordine dei Frati Minori Conventuali ed ex Rettore del Seminario minore dei religiosi ad Oristano, da ieri condannato dal Tribunale ecclesiastico Interdiocesano sardo, alle dimissioni dallo stato clericale, per abuso, contro il sesto comandamento del decalogo, con bambino di età inferiore ai sedici anni, più volte reiterato con la medesima vittima e con altri seminaristi dell'epoca". Lo si legge nella replica dell'avvocato Alessandro Camedda, difensore di padre Paolo Contini "una delle vittime, costituitasi come parte offesa nel giudizio penale ecclesiastico e primo denunciante".
"In attesa della lettura delle motivazioni della sentenza, si esprime il pieno assenso al tenore del verdetto che, a differenza di quanto inusitatamente contestato dal legale del condannato, rappresenta un eccellente risultato, sia in punto di diritto che di fatto - osserva - Si coglie, inoltre, l'occasione per partecipare a tutti i membri del medesimo Tribunale, scelti per le indiscutibili e provate esperienze e capacità professionali e ministeriali, in primis all'Ecc.mo Moderatore, mons. Giuseppe Baturi, che vigila sul suo operato e che ha prontamente accolto e seguito le fasi procedurali in una materia così delicata, riservata e sottratta alla competenza delle diocesi locali, ogni solidarietà per le gravi accuse mosse dal predetto legale nei confronti degli interpreti delle esigenze requirenti e giudicanti che la Chiesa riserva a se stessa, a tutela del proprio bene pubblico, della salvezza delle anime ed in particolare a protezione della categoria maggiormente esposta in ogni vicenda di pedofilia: quella dei bambini e dei soggetti vulnerabili".
"Vista la portata anche extra-processuale delle accuse e delle insinuazioni mosse si auspica che le autorità ecclesiastiche, in sede regionale e presso i competenti Organismi della Curia Romana, adottino le necessarie misure disciplinari", conclude Camedda.









