Dopo anni di difficoltà, tra carenze di personale e servizi ridimensionati, per la sanità ogliastrina potrebbe aprirsi una nuova fase. È quanto emerge dalla Conferenza socio-sanitaria del 4 novembre, che secondo il coordinamento #giulemanidallogliastra ha delineato obiettivi e percorsi da tradurre ora in interventi concreti.

Tra le questioni centrali c'è il Punto nascita dell'ospedale Nostra Signora della Mercede, per il quale è stato avviato l'iter finalizzato a ottenere la deroga, con una tempistica annunciata di sei mesi. Una battaglia che il coordinamento porta avanti dal 2015, sostenendo la necessità di considerare le caratteristiche geografiche del territorio e le difficoltà di accesso alle cure, oltre al parametro dei 500 parti.

Tra le prospettive indicate anche una collaborazione con gli ospedali Brotzu e Santissima Trinità di Cagliari e con il Bambino Gesù di Roma, per rafforzare l'assistenza materno-infantile. Il coordinamento richiama inoltre la necessità di potenziare la Pediatria, riattivabile secondo le ipotesi anche prima della conclusione dell'iter per il Punto nascita, rafforzare gli organici e attivare l'UTIC.

Sul fronte del personale, l'obiettivo annunciato è passare dagli attuali 778 operatori dell'Asl a 909 entro il 2027. «L’Ogliastra ha già atteso abbastanza», sottolinea il portavoce Adriano Micheli, chiedendo che gli impegni si traducano in servizi stabili e realmente accessibili.