Il Museo di Arte Moderna e Contemporanea Antonio Ortiz Echague di Atzara aprirà le porte a “Ar(e)tè, il Paolo Pillonca e la virtù nell’amicizia” domenica 24 maggio, alle ore 18:00 attraverso un'imperdibile mostra che intreccia arte, cultura e memoria collettiva in un percorso dedicato a uno dei più profondi interpreti dell’identità sarda contemporanea.

L’esposizione, finanziata dalla Fondazione di Sardegna con il contributo del Comune di Atzara e della casa editrice Domus de Janas, nasce dalla collaborazione con il Museo MAMA ed è curata dall’Associazione culturale Antonio Corriga.

“Ar(e)tè” non è una semplice mostra celebrativa, ma si presenta come un racconto corale sulla Sardegna e sulle relazioni umane e intellettuali che ne hanno custodito la memoria e alimentato l’evoluzione culturale. Il titolo richiama il concetto greco di aretè: l’eccellenza intesa non come successo individuale, ma come capacità di mettere il proprio talento al servizio della comunità.

Al centro del progetto espositivo le figure di Paolo Pillonca e Antonio Corriga, amici e protagonisti di una stagione culturale che ha saputo raccontare l’Isola lontano dagli stereotipi, attraverso la lingua, la poesia, l’arte e il legame profondo con i paesi e con le persone.

Giornalista, linguista, antropologo e grande studioso della poesia in limba, Paolo Pillonca ha dato voce alla Sardegna autentica, raccontando comunità, tradizioni, trasformazioni sociali e dignità del mondo popolare con uno sguardo lucido e profondamente umano. Accanto a lui, Antonio Corriga ha tradotto in pittura volti, atmosfere e riti della Sardegna contemporanea, costruendo uno stile riconoscibile e intensamente identitario.

La mostra amplia però lo sguardo anche ad altri protagonisti dell’arte e della cultura isolana, creando una vera e propria rete di dialoghi e visioni. Tra gli artisti presenti figurano Pinuccio Sciola, Aligi Sassu, Antonio Atza, Giuseppe Carta, Sisinnio Usai, Meloniski da Villacidro, Salvatore Ligios e Domenico Ruiu.

In questo intreccio di linguaggi, Atzara torna a essere luogo simbolico dell’arte sarda: un paese che storicamente ha rappresentato un crocevia di esperienze artistiche e culturali, dai pittori spagnoli fino ai protagonisti dell’arte contemporanea isolana.

Particolarmente significativo è il messaggio rivolto alle nuove generazioni. “Ar(e)tè” pone infatti una domanda quanto mai attuale: cosa significa oggi eccellere? La risposta suggerita dal percorso espositivo guarda oltre il talento individuale, indicando nella capacità di custodire la memoria, creare relazioni e costruire comunità il vero significato dell’eccellenza.

La figura di Paolo Pillonca emerge così in tutta la sua attualità. Uomo di cultura e di dialogo, insegnante, conferenziere e raffinato intellettuale, ha sempre concepito il sapere come strumento di condivisione. Celebre il suo pensiero secondo cui «ogni piccolo villaggio è il mondo ma il villaggio va amato e studiato»: una visione che attraversa l’intera mostra e che restituisce alla Sardegna la complessità e la ricchezza della sua identità.

L’inaugurazione del 24 maggio si preannuncia come uno degli appuntamenti culturali più significativi della stagione, capace di unire arte contemporanea, memoria e riflessione civile in un percorso aperto al dialogo tra passato, presente e futuro.