Gli Istentales celebrano 30 anni di musica, di incontri che hanno lasciato tracce profonde, di vita vissuta e condivisa.

Un traguardo che non si limita a segnare il passare del tempo, ma che racconta il battito intenso di un cammino unico, intessuto di passione, impegno e significati.

Ieri, a Roma, la Camera dei Deputati ha voluto rendere omaggio a questa storia straordinaria con un riconoscimento istituzionale carico di valore: la consegna di una medaglia, la proiezione del videoclip “Promesse mascherate”, del docufilm “Istentales. Trent’anni di musica sotto le stelle”, e un caloroso encomio.

Un tributo sentito, che celebra non solo l’arte, ma anche l’anima di un progetto capace di generare bellezza, costruire legami e dare voce, nel tempo, a una miriade di iniziative in ambito sociale, civile e solidale.

Io c’ero, tra i banchi di quello spazio elegante e così ricco di storie, tra le mille emozioni che mi hanno reso testimone di un evento che ha reso grande la nostra isola agli occhi degli altri, di quelli che vivono oltre il mare, che hanno intrecciato tra le parole sentimenti di apprezzamento, considerazione e profonda ammirazione per quanto prodotto da una delle formazioni più importanti dell’universo musicale che ci appartiene.

Ero lì, testimone di un evento capace di rendere grande la nostra Isola agli occhi di chi vive oltre il mare.

Tra parole cariche di sentimento si sono intrecciati apprezzamento, rispetto e una profonda ammirazione per ciò che è stato costruito nel tempo: un percorso autentico, nato dall’anima di una delle formazioni più importanti dell’universo musicale che ci appartiene.

È stato messo in luce il valore profondo della musica, quella che nasce dal vissuto, dall’anima di chi ha saputo trasformare esperienze in racconto.

Una musica capace di dare voce a storie e memorie, di attraversare solitudini e ideali, di restituire frammenti di esistenza e identità.

Ma soprattutto, è emersa con forza la dedizione di chi ha scelto di andare oltre le note, mettendo la propria arte al servizio di battaglie importanti: per la giustizia e l’uguaglianza, per il rispetto delle donne e dei diritti, per la difesa di una terra troppe volte ferita.

Una musica che non si è mai tirata indietro, che ha saputo tendere la mano ogni volta che il bisogno ha bussato, trasformando ogni gesto in un atto di umanità, ogni canzone in un ponte tra le persone.

È stato profondamente emozionante ascoltare le parole di chi ha saputo riconoscere il valore della musica nei momenti in cui la distanza si fa più sentire più forte, di chi per scelta o volontà del destino ha dovuto lasciare l’isola in cui è nato.

«Nelle canzoni degli Istentales si respira l’odore della nostra terra, si ritrova la dignità di un popolo, l’orgoglio di appartenere a una comunità che non si chiude, ma si apre al mondo. Hanno scritto la colonna sonora per intere generazioni di emigrati, che attraverso le loro canzoni non hanno mai smesso di condividere lo stesso amore, la stessa passione da cui tutto è nato. La loro musica ci ha fatto sentire a casa. E ogni concerto è stato, per noi, un ritorno a casa. Questo incontro non è soltanto un riconoscimento agli artisti che, con la loro arte, hanno scritto pagine di musica capaci di rappresentarci. È anche un grazie sincero da parte di tutti noi, che non abbiamo mai smesso di sentirci parte di una storia che continuiamo a vivere e ad amare».

Nelle parole commosse di Gigi Sanna c’è tutto il senso di una vita: «Abbiamo raccontato la nostra verità, e non è stato sempre facile, soprattutto all’inizio. Questo premio lo dobbiamo a chi ci ha sempre accolto con orgoglio e fierezza, a chi abbiamo cercato di non deludere mai. Chiudo con le parole che ho scritto l’altra notte nel mio ovile, perché lo ricordo: io sono un pastore prestato alla musica. Raccontare il tempo e la storia è un privilegio di pochi; poterlo fare incontrando, o addirittura stringendo amicizia con chi la storia l’ha fatta davvero, è un’opportunità per pochissimi. Grazie per essere qui