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Cosa succede ai dati online delle persone decedute? Spesso, l'identità digitale rimane attiva anche dopo la morte, senza che parenti o gestori possano accedervi o impedire utilizzi illegali. Attualmente, ci sono oltre 400 milioni di profili online di defunti, numero destinato a crescere fino a 9 miliardi nel 2060. Per affrontare questa problematica, la Regione Sardegna sta sviluppando un progetto pionieristico a livello nazionale, che mira a fornire supporto ai cittadini per gestire l'eredità digitale, garantendo la protezione della privacy e dei diritti degli eredi.
Durante un incontro formativo sulla "Sovranità digitale ed eredità digitale" rivolto ai facilitatori digitali operanti nei comuni sardi, tenutosi presso la direzione generale dell'Innovazione Digitale dell'Assessorato degli Affari generali, è emersa la necessità di affrontare questa sfida in modo proattivo.
“In una regione come la Sardegna dove abbondano gli anziani e mancano i giovani è fondamentale pensare alla salvaguardia dei diritti degli individui senza però dimenticare i nostri cari che non sono più tra noi o che verranno a mancare nel futuro - ha spiegato l’assessore degli Affari Generali, Sebastian Cocco -. Oggi le nostre esistenze viaggiano online con una velocità di condivisione dei dati personali che è impressionante e tutti ci preoccupiamo di garantire sicurezza a questi dati finché siamo in vita. Ma occorre tutelare i dati anche quando le persone non sono più in vita. Il tema non è banale e pone importanti problemi di tutela della privacy, soprattutto oggi con l’impiego crescente di nuove tecnologie come l’IA e per l’uso incontrollato dei così detti deepfake”.
Nel corso dell'incontro tenutosi ieri, giovedì 18 giugno 2026, è stato presentato un resoconto dei servizi offerti e delle prestazioni fornite, con particolare attenzione all'introduzione e alla discussione di nuove tematiche di grande importanza, come l'eredità digitale. Attualmente, circa 40.000 sardi sono assistiti attraverso più di 120 punti di facilitazione attivati dalla Regione Sardegna sull'Isola. I centri, finanziati tramite la Misura 1.7.2 del PNRR e con fondi regionali, hanno supportato i comuni nell'erogare quasi 65.000 servizi ai cittadini. Questi servizi includono assistenza nella compilazione di domande rivolte a enti come l'INPS o l'Agenzia delle Entrate, nonché supporto nella ricerca di lavoro e alloggio. La collaborazione con l'Aspal e i Centri per l'impiego è stata fondamentale per garantire il corretto funzionamento di tali centri.
“Sono molto soddisfatto dell’attività svolta dai facilitatori digitali”, ha aggiunto l’assessore Cocco. “A oggi abbiamo raggiunto una buona percentuale degli obiettivi posti dal PNRR sia rispetto ai servizi resi che riguardo al numero di accessi agli sportelli. Considerando le prossime scadenze imposte dalla chiusura del PNRR, è nostro intendimento garantire la prosecuzione dell’offerta di questi importanti servizi a supporto dei cittadini e dei comuni, con la previsione di ampliare la sfera di competenze, ad esempio, in materia di eredità digitale”.






