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Su richiesta della Procura della Repubblica di Tempio Pausania, il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale gallurese ha disposto il sequestro preventivo del depuratore a servizio del complesso turistico di Costa Paradiso e di una serie di presunte opere abusive, realizzate in un’area di elevato pregio ambientale.
Il provvedimento, emesso venerdì 19 giugno 2026, riguarda anche quattro piste realizzate per l’installazione di condotte fognarie all’interno di una zona boscata sottoposta a vincoli paesaggistici e idrogeologici, ricadente inoltre in un sito della Rete Natura 2000 e in un’area protetta.
Le indagini sono state condotte dal Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri di Sassari e dal Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale, sotto il coordinamento della Procura di Tempio Pausania.
Secondo quanto emerso dagli accertamenti, l’impianto di trattamento dei reflui urbani sarebbe stato gestito senza le necessarie autorizzazioni. Gli investigatori contestano inoltre il superamento dei limiti di legge negli scarichi e lo smaltimento illecito dei fanghi prodotti dall’impianto.
Le presunte irregolarità avrebbero determinato un concreto rischio di compromissione delle acque e di porzioni significative del suolo e del sottosuolo dell’area interessata.
L’inchiesta prosegue per accertare eventuali responsabilità e verificare l’entità degli impatti ambientali derivanti dalla gestione dell’impianto e dalla realizzazione delle opere oggetto di sequestro.








