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Prende ufficialmente il via il Premio nazionale letterario Vermentino 2026, che quest’anno celebra la decima edizione, e culminerà con la cerimonia finale in programma sabato 10 ottobre a Olbia.
Nato dall’intuizione della Camera di Commercio di Sassari e sostenuto nel suo percorso dai Comuni di Olbia e Castelnuovo Magra, sin dal suo esordio nel 2017, il Premio offre una ribalta d’eccezione a quelle opere che sanno farsi custodi del paesaggio rurale, traducendo in narrazione i silenzi, i sacrifici e le storie fiorite tra i grappoli e i filari.
Il cammino di questo decennio testimonia una fecondità straordinaria: sono oltre duecento gli scrittori che hanno offerto le proprie pagine al giudizio del Premio, trentaquattro le menzioni d’onore tradizionalmente tributate e nove i vincitori assoluti, tra cui spiccano sei autrici e tre autori. Un percorso di crescita costante che ha saputo intercettare l’interesse e la complicità delle case editrici italiane, sia le maggiori sia i piccoli editori indipendenti.
L’albo d’oro del Premio custodisce le firme di: da Alessia Coppola (2019) a Gesuino Némus (2020), da Fabrizio Borgio (2021) alla voce pop di Felicia Kingsley (2022), fino alle prove narrative di Luca Ammirati (2023), Roberta Schira (2024) e Cristina Caboni (2025).
A dimostrazione di una vitalità mai doma, l’orizzonte del Premio si è ampliato nel tempo: nel 2023 è nato il Premio Territorio, volto a celebrare i legami profondi con le identità locali, seguito nel 2025 dalla Menzione Narrativa Straniera, un tributo alle opere tradotte che elevano il vino a potente simbolo narrativo.
L’edizione del decennale registra un’adesione straordinaria, accogliendo ventiquattro case editrici e trenta opere in concorso. Il Premio, che si fregia dell’alto patrocinio di Unioncamere e dell’Associazione Librai Italiani, celebrerà il suo atto conclusivo nella suggestiva cornice della cerimonia finale a Olbia, sabato 10 ottobre 2026. Sarà l’epilogo di un viaggio suggestivo in cui la letteratura si fa specchio del territorio e della cultura enologica, unendo idealmente l’Italia sotto il segno di un vitigno identitario.
La voce dei protagonisti
Stefano Visconti (Presidente CCIAA Sassari): "Dieci anni fa abbiamo scommesso su un’intuizione ambiziosa: unire l’economia del vino alla forza delle parole. Oggi il Premio Vermentino è una realtà nazionale consolidata, capace di valorizzare il lavoro dei nostri produttori e la ricchezza culturale di un intero territorio in crescita".
Clizia Fornasier (Conduttrice dell’edizione 2026): "Passare da finalista lo scorso anno alla conduzione di questa decima edizione è un’emozione immensa. Il Vermentino non è solo un vino, è un generatore di storie. Porterò sul palco la mia passione per la scrittura, celebrando l’energia e la sensibilità di queste splendide pagine".
Sabrina Serra (Comune di Olbia): "Il Premio Vermentino è anche un potente strumento di formazione e crescita culturale per i nostri giovani. Investire sulla cultura del territorio significa educare le nuove generazioni a riconoscere il valore delle proprie radici e a trasformarle in opportunità future di sviluppo".
Tiziana Pompei (Unioncamere): "Sosteniamo con convinzione questo premio perché rappresenta un modello virtuoso di valorizzazione del Made in Italy. Unire la filiera vitivinicola alla cultura significa dare forza alle nostre imprese e promuovere l’identità dei territori italiani su scala nazionale".
Marco Piro (Consorzio Tutela Vermentino Gallura DOCG): "Il nostro vino è un ambasciatore di cultura e questa decima edizione ne consacra il legame con la grande letteratura. Dietro ogni bottiglia ci sono storie di uomini e paesaggi; vederle trasformate in romanzi è il modo più alto per celebrare la nostra eccellenza gallurese".
Paolo Ambrosini (Presidente Nazionale ALI): "L’accordo punta a far conoscere il Premio e le opere in gara direttamente nelle librerie. Portare questi libri sugli scaffali significa farne scoprire il valore ai lettori, trasformando ogni libraio in un custode di storie che celebrano la cultura enologica e l’identità del territorio".
Le Case Editrici dell’Edizione 2026
Il valore e il respiro nazionale del Premio letterario Vermentino sono confermati dalla straordinaria adesione del mondo editoriale. Una ricca costellazione di firme e marchi prestigiosi scende in campo quest’anno per contendersi il podio della manifestazione: Piemme, HarperCollins Italia, Ex Cogita, Tracce per la Meta, Reverdito, Einaudi, Pathos, Epoké, Il Golosario e Golosaria, Kellermann, Giraldi Editore, Love Edizioni, Compagnia Editoriale Aliberti, Fratelli Frilli, Tempo Sospeso, Ibiskos Ulivieri, Fazi, Rizzoli, Pan di Lettere, Ensemble, Ampelos, Arkadia, Archivi del Sud, Laura Capone Editore.
Cambio della guardia alla conduzione del Premio Letterario Vermentino
Dopo alcuni anni di brillante conduzione affidata all’ironia e all’eleganza di Neri Marcorè, che ha saputo valorizzare magistralmente il legame tra cultura e territorio, quest’anno il prestigioso Premio nazionale eno-letterario Vermentino cambia guida. La conduzione della nuova edizione sarà infatti affidata a Clizia Fornasier. L’attrice e scrittrice – già legatissima alla manifestazione, di cui è stata applaudita finalista lo scorso anno – è pronta a salire sul palco in una nuova veste, portando all’evento la sua freschezza, la sua sensibilità narrativa e una rinnovata energia.
La Giuria del “Vermentino”
Il verdetto del Premio nazionale eno-letterario Vermentino è quest’anno affidato a una Giuria d’eccellenza, composta da autorevoli rappresentanti delle istituzioni, del territorio e del settore vitivinicolo e culturale. A valutare le opere in gara saranno il presidente della Giuria Stefano Visconti (CCIAA di Sassari), Sabrina Serra (Comune di Olbia), Katia Cecchinelli (Comune di Castelnuovo Magra), Giorgio Demuru (delegato Consorzio Tutela Vermentino Gallura DOCG), il giornalista Marco Ledda, Annamaria Giannetto Pini (delegata Consorzio Tutela Vini DOP e IGP Colli di Luni), Marco Rezzano (Enoteca Regionale Ligure). Una squadra di alto profilo, unita per celebrare il legame indissolubile tra la grande letteratura e la cultura del vino.










