A dieci mesi dall'entrata in vigore della legge regionale 26 del 18 settembre 2025 sul fine vita, tutte le aziende sanitarie locali della Sardegna, tranne due, hanno nominato, seppure con forte ritardo, le commissioni multidisciplinare permanenti, indispensabili per avviare la procedura introdotta dalla norma, su cui peraltro pende un ricorso del governo davanti alla Corte costituzionale.

Le Asl 5 di Oristano e 2 della Gallura hanno accumulato 290 giorni di ritardo rispetto alla scadenza prevista dalla legge, ovvero entro i quindici giorni successivi all'entrata in vigore. Ora l'associazione Tonino Pascali-Sardegna Radicale ha deciso di presentare richiesta di accesso agli atti alle due aziende sanitarie per conoscere lo stato della nomina delle commissioni.

"Dove la commissione non esiste, una legge approvata dal Consiglio regionale resta lettera morta", spiegano le referenti dell'associazione, Valentina Campus e Laura Di Napoli, "e le persone malate vengono lasciate sole davanti alla sofferenza e all'incertezza".

Secondo dati pubblicati sul sito istituzionale, la Asl di Oristano ha avviato la procedura e pubblicato una manifestazione d'interesse per costituire la commissione, il cui avviso è scaduto il 10 luglio scorso.

L'associazione ha calcolato i ritardi accumulati dalle altre Asl nella nomina, rispetto alla scadenza di legge del 3 ottobre 2025: Asl 6 Medio Campidano, 146 giorni di ritardo; Asl 3 Nuoro, 201 giorni; Asl 1 Sassari, 265 giorni; Asl 4 Ogliastra, 265 giorni; Asl 8 Cagliari, 275 giorni; Asl 7 Sulcis, 280 giorni.

"Il prolungato ritardo della Asl 2 della Gallura e della Asl 5 di Oristano è soprattutto la negazione della scelta per chi soffre di malattie incurabili", sottolinea Campus, coordinatrice dell'associazione. "Non possiamo, per un ritardo burocratico, negare il diritto di scelta a chi soffre".

"È inaccettabile", aggiunge l'altra coordinatrice, Di Napoli, "che le Asl territoriali della Gallura e di Oristano continuino a ignorare il diritto alla scelta dei malati".