Si è spento all'età di 75 anni il "Comandante Alfa", leggendario carabiniere e figura simbolo della sicurezza nazionale. L'annuncio della sua scomparsa è stato diffuso domenica sera attraverso i suoi profili social ufficiali Facebook e Instagram con un messaggio di profondo dolore, che ne ricorda lo spessore umano e i valori trasmessi. Nato a Castelvetrano (Trapani) il 28 febbraio 1951, ha vissuto un'intera esistenza sotto copertura, custodendo il segreto sulla sua reale identità e diventando, nel corso della sua eccezionale carriera, il militare più decorato d'Italia.

Il suo nome resterà per sempre scolpito nella storia delle forze armate italiane per essere stato nel 1978, su impulso dell'allora ministro Francesco Cossiga, uno dei cinque soci fondatori del G.I.S. (Gruppo di Intervento Speciale), il reparto d'élite dell'Arma dei Carabinieri specializzato in antiterrorismo e missioni ad altissimo rischio. Per oltre quarant'anni ha operato in prima linea con il volto coperto dal mephisto nero, prendendo parte alle più delicate e complesse operazioni speciali sia in Italia che nei principali teatri di crisi internazionali.

Il suo storico "battesimo del fuoco" con il Gis avvenne il 29 dicembre 1980, quando partecipò all'assalto per sedare la violenta rivolta scoppiata nel supercarcere di massima sicurezza di Trani, all'epoca sotto il controllo dei militanti delle Brigate Rosse. Da quel momento, la sua attività ha spaziato dalla caccia ai latitanti alla liberazione di ostaggi durante la drammatica stagione dei sequestri di persona – tra cui si ricordano la liberazione della piccola Patrizia Tacchella e le indagini per il rilascio di Cesare Casella – fino all'impiego nei contingenti di pace all'estero in Iraq, Afghanistan e Bosnia. Nel 2003 ha inoltre coordinato il delicato servizio di protezione a Palermo per il magistrato antimafia Nino Di Matteo.

Dopo aver concluso la sua parabola operativa nell'Arma con il congedo ufficiale nel febbraio del 2016, il Comandante Alfa ha ricoperto il ruolo di istruttore per il Gis e per l'Ucis (Ufficio centrale interforze per la sicurezza personale). Negli ultimi anni della sua vita non ha mai smesso di servire le istituzioni, reinventandosi come scrittore di successo con libri autobiografici del calibro di Cuore di rondine e Io vivo nell'ombra, e fondando l'omonima Accademia per trasmettere ai giovani i valori della legalità, del sacrificio e della disciplina, rimanendo fedele fino all'ultimo alla sua dimensione di uomo nell'ombra.