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Muravera torna a raccontarsi senza artifici. La 52ª Sagra degli Agrumi, iniziata il 16 aprile, entra nel vivo del suo programma, confermandosi come un evento unico capace di mescolare spettacolo e radici profonde. Nata negli anni Sessanta per dare valore ai frutti del Sarrabus, “Sa Festa” è oggi molto più di una celebrazione agricola: è un atto d’identità che coinvolge un’intera comunità e l’intera Sardegna.
Il momento più atteso è fissato per domenica 19 aprile, il gran giorno in cui via Roma si trasformerà in un “corridoio” di memoria e orgoglio. A partire dalle 10:30, la grande sfilata attraverserà il centro, partendo dalla zona del cimitero fino all’incrocio con via San Leonardo.
Sarà un racconto collettivo in movimento: oltre cento gruppi folk provenienti da tutta l’Isola, maschere tradizionali, suonatori di launeddas e organetti, e i maestosi cavalieri con le loro antiche bardature. Protagoniste indiscusse saranno, come sempre, le “etnotraccas”: veri e propri spaccati di vita contadina ricostruiti su carri, decorati con agrumi, attrezzi d’epoca e tessuti pregiati, che restituiscono il ritmo lento e rispettoso della natura di un tempo.
Dalle 16, il palcoscenico si sposterà in piazza Europa per la Rassegna di Suoni e Danze Popolari, condotta da Giuliano Marongiu e Roberto Tangianu. Il momento più emozionante sarà la consegna del riconoscimento alla carriera a Maria Luisa Congiu, voce simbolo della musica sarda e protagonista da anni nelle piazze dell’Isola.
Parallelamente, dalle 15, la cultura aprirà le sue porte: alla Casa dei Candelai si terrà il workshop “Cera-Miele-Torrone” con la compagnia “La Forgia”, mentre al MIF saranno visitabili le mostre “Storie di donne al lavoro” e “Bistimentas Sarrabesas”, dedicate alla maestria artigiana del costume tradizionale.
Per il primo cittadino di Muravera, Salvatore Piu, la Sagra è un ponte tra generazioni e un biglietto da visita per il mondo intero: “Questa Sagra non è soltanto un appuntamento nel calendario, è il nostro modo di stare al mondo. È il profumo delle arance che ci ha fatto crescere, è il lavoro delle mani che non si sono mai arrese, è la memoria che diventa futuro. A chi verrà a trovarci auguro di portare via qualcosa che non si compra: un sorriso vero, una stretta di mano sincera, il calore di una comunità che sa ancora riconoscersi. E ai nostri ragazzi dico di guardare questa festa con occhi attenti, perché dentro c’è la loro storia e, se lo vorranno, anche il loro domani”.
A fare da trama continua all'evento sono le “pratzas”, il cuore diffuso della Sagra. Cortili storici come Casa Vargiolu, Casa Shardana, Casa Serpau, Domu Elvira, Sa Coxina de tzia Italina e molti altri, apriranno le porte per offrire un’esperienza gastronomica diretta, fatta di sapori autentici e accoglienza sarrabese.
Sebbene domenica rappresenti il culmine, la festa non finisce qui: il programma prevede una "coda" per il fine settimana successivo. Venerdì 24 aprile sarà la volta del concerto di Francesco Baccini, mentre sabato 25 aprile la chiusura sarà affidata all'ironia di Alessandro Pili (il celebre “Sindaco di Scraffingiu”), preceduto da una giornata dedicata all'ambiente, allo sport e alle escursioni tra gli agrumeti in fiore.










