Un mese di tempo per esprimersi in modo formale sul progetto di un impianto di stoccaggio di Gnl con relativo terminale di rigassificazione nel Porto Canale di Cagliari. È quanto stabilito dal Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, che ha fissato un termine di 30 giorni per i ministeri dell’Ambiente, dell’Economia, delle Imprese e delle Infrastrutture e Trasporti, oltre che per la Regione Autonoma della Sardegna, affinché si pronuncino sul procedimento autorizzativo.

La decisione è contenuta in una sentenza che ha accolto il ricorso presentato dalla Sardinia Lng Srl, la società che nel giugno 2017 aveva avanzato il progetto relativo alla realizzazione e alla gestione dell’impianto nel porto cagliaritano.

Secondo i giudici amministrativi, la procedura prevista dalla normativa avrebbe dovuto concludersi entro tempi ben definiti. In particolare, si legge nella sentenza, il procedimento "si deve concludere entro 200 giorni, termine ampiamente decorso nel caso di specie".

Per questo motivo il tribunale ha ritenuto illegittimo il mancato riscontro da parte delle amministrazioni coinvolte. I giudici hanno infatti stabilito che "Va senz'altro accertata l'illegittimità del silenzio serbato dalle Amministrazioni resistenti sull'istanza presentata dalla ricorrente e, conseguentemente, va dichiarato l'obbligo per le medesime di concludere il procedimento con un provvedimento espresso".

La sentenza impone dunque alle istituzioni interessate di chiudere l’iter con una decisione esplicita sul progetto presentato dalla società.