Un titolo che strizza l'occhio alla grande letteratura di Luigi Pirandello per trasformarla immediatamentep in uno specchio della nostra quotidianità. Con lo spettacolo “Uno, Nessuno e Centomila”, Maurizio Battista regala al pubblico due ore di comicità trascinante e senza filtri.

 L'evento, in scena a Cagliari il 28 luglio e a Golfo Aranci il 29, promosso e organizzato dall'Associazione Culturale Il Leone e Le 

 Cornucopie (affermata realtà isolana organizzatrice di spettacoli di successo, da Sigrifido Ranucci a Biagio Izzo, dalle Demon Hunters a Massimo Ranieri, da Uccio de Santis a Dario Cassini, per citare gli ultimi), si conferma una proposta riuscita e capace di coniugare il puro intrattenimento con una brillante analisi del costume italiano.

 Il punto di partenza dello show è una riflessione tanto semplice quanto profonda: oggi ciascuno di noi vorrebbe essere "uno" - coerente, autentico e fedele a se stesso - ma la società dei consumi, i social network e le pressioni sociali ci spingono quotidianamente a indossare "centomila" maschere diverse. Il risultato? Spesso ci si ritrova smarriti, col rischio concreto di diventare "nessuno".

 Su questa premessa, Battista costruisce un monologo incalzante che prende di mira le piccole e grandi assurdità dei nostri tempi: le manie del momento (dalla frenesia per il cibo "fatto in casa" e l'ossessione per l'ultimo modello di smartphone, fino alle mode gastronomiche più stravaganti), la vita di tutti i giorni (il carovita, i tic della burocrazia, le immancabili dinamiche di coppia e la salute), a cronaca bizzarra (notizie reali, scovate tra i giornali e la rete, rilette con la contagiosa verve satirica che lo contraddistingue da sempre).

La vera forza dello spettacolo risiede nella capacità di Maurizio Battista di azzerare la distanza tra palcoscenico e platea. Il comico romano non si limita a recitare un copione, ma trasforma il teatro in un salotto informale dove dialoga costantemente con gli spettatori delle prime file, punzecchiandoli con benevola ironia.

​Ad arricchire l'atmosfera dello show ci pensa anche la musica dal vivo: ad accompagnare i tempi comici e i cambi di ritmo del monologo c'è il pianoforte del Maestro Antonio Mezzancella, le cui note si intrecciano alla perfezione con le battute e i ricordi nostalgici proiettati in scena.

 Battista prende spunto dalla vita quotidiana per farci ridere di noi stessi: una comicità schietta, popolare e spensierata, in cui è impossibile non riconoscersi.

E ci ricorda che ridere non è soltanto una medicina per l'anima capace di esorcizzare le fatiche di ogni giorno, ma è anche uno strumento di riflessione profonda: un modo per scoprirci imperfetti, riconoscerci umani e, finalmente, imparare a sorridere della nostra stessa maschera.