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Il Corpo Forestale ha condotto, nel cuore del Sarrabus, un’operazione ad ampio raggio, che ha portato a denunce, sequestri e sanzioni per un totale di 13mila euro. Un’azione capillare che ha fatto emergere un quadro preoccupante fatto di abbandono illecito di rifiuti, discariche abusive e persino furti nel circuito della logistica postale.
L’indagine ha preso avvio lungo la SS 125, dove sono stati rinvenuti pacchi postali aperti e abbandonati. I successivi servizi di osservazione hanno portato a cogliere in flagranza un addetto al trasporto postale, sorpreso mentre violava i sigilli del furgone durante il tragitto tra Cagliari-Elmas e il centro di smistamento di Tortolì.
L’uomo è ora indagato per abbandono di rifiuti e violazione di sigilli. Sono in corso ulteriori accertamenti, anche con il coinvolgimento dell’Amministrazione Postale, per verificare eventuali responsabilità legate all’appropriazione indebita di altri beni. Alcuni oggetti sono stati già recuperati durante una perquisizione domiciliare.
A San Nicolò Gerrei, in località Su Niu de S’Achili, i forestali hanno individuato una discarica abusiva all’interno di un’azienda zootecnica. Nell’area, di circa 200 metri quadrati, erano presenti rifiuti anche pericolosi: fusti contenenti oli esausti, veicoli dismessi e materiali di vario genere. Il sito è stato posto sotto sequestro, mentre il titolare dell’azienda è stato denunciato.
A Villaputzu, lungo il letto del fiume Flumendosa, è scattato il sequestro preventivo di un’area già attenzionata dalla Stazione Forestale. Le indagini hanno evidenziato la presenza di rifiuti speciali interrati, tra cui guaine catramate provenienti da lavorazioni edili. Coinvolte tre persone, tra responsabili e addetti della ditta appaltatrice impegnata nei lavori di ristrutturazione di un ponte nelle vicinanze.
Infine, tra Sa Praia e San Priamo, lungo la vecchia SS 125, sono stati individuati i responsabili dell’abbandono di rifiuti: due artigiani. Per entrambi sono scattate sanzioni amministrative da 6.500 euro ciascuno, oltre all’obbligo di rimozione dei materiali.
L’operazione conferma l’impegno costante del Corpo Forestale nella tutela del territorio e nel contrasto ai reati ambientali, fenomeni che continuano a rappresentare una minaccia concreta per il paesaggio e la salute pubblica.






