"Qui stiamo parlando di danni di centinaia di milioni per danni infrastrutturali e anche legati ai beni culturali e ambientali". Così la presidente della Regione, Alessandra Todde, durante un sopralluogo con il capo dipartimento della Protezione civile nazionale Fabio Ciciliano alla spiaggia del Poetto di Cagliari cancellata dalla furia del ciclone Harry.

"Prima di discutere di fondi regionali dobbiamo discutere con il governo e avere le giuste risorse - ha aggiunto - Non è una situazione in cui bisogna reagire di pancia, è una situazione in cui bisogna reagire seriamente".

"La macchina della protezione civile ha dato una risposta solida e noi dobbiamo dare ugualmente una risposta solida, immediata certamente, ma non rispondendo semplicemente perché c'è l'urgenza di farlo - ha proseguito la governatrice -. I sindaci devono essere messi nelle condizioni di agire immediatamente. A loro è stato chiesto di lavorare e di stimare i danni e noi faremo la nostra parte per infrastrutture e tutto il resto, ma lo faremo. Correttamente con i fondi che devono essere stanziati e non semplicemente con una risposta demagogica per dire che stiamo facendo qualcosa. Questo i sardi non se lo meritano".

LE PAROLE DI CICILIANO

"Con questi sopralluoghi nel sud Italia facciamo una valutazione di carattere tecnico per definire l'istruttoria per lo stato di emergenza nazionale, che poi viene sottoposta alla valutazione politica del Consiglio dei Ministri. Ma è di tutta evidenza che il presidente del Consiglio dei ministri e tutti i ministri si sono espressi in questa direzione". Lo ha detto il capo del dipartimento della Protezione Civile, Fabio Ciciliano, a Cagliari durante una visita sulla spiaggia del Poetto, devastata dal ciclone Harry. Dopo la Sardegna Ciciliano sarà in Calabria, sulla costa ionica, e in Sicilia, nel Messinese e nel Catanese.

"In questa situazione c'è stata sia previsione che prevenzione, perché è stato un fenomeno molto importante, grandemente impattante sui territori che era stato previsto con i sistemi di allerta meteo che hanno dato la possibilità attraverso i centri funzionali regionali e i centri funzionali del Dipartimento della Protezione Civile di prepararsi. Inoltre, c'è stata la prevenzione sul territorio per la salvaguardia della vita umana e non si è registrato né un morto né un ferito" ha aggiunto Ciciliano.

"Il 90% della protezione civile dovrebbe essere prevenzione e previsione per i fenomeni prevenibili, soltanto il 10% dovrebbe essere riservato all'emergenza, però in realtà certe volte si sovverte completamente - ha aggiunto Ciciliano - Un Paese maturo è quello che va verso la prevenzione e non sicuramente verso la gestione dell'emergenza, che comunque deve esistere perché le contingenze non si potrebbero affrontare".

"Al di là della quantificazione dei danni che sono molto ingenti e per i quali occorrono valutazioni di carattere tecnico che oggi non è ancora possibile fare, la cosa più importante è dare la possibilità e la serenità ai sindaci di poter utilizzare i fondi per le urgenze perché in alcuni casi i danni che sono stati registrati sui propri territori eccedono quello che è il bilancio comunale".

"Noi dobbiamo evitare che i sindaci abbiano la paura di spendere le somme urgenze per evitare il timore di fare debiti fuori bilancio - ha aggiunto - questo è sicuramente un elemento importante che conclude il ragionamento della sinergia istituzionale".

"In questa maniera - ha osservato Ciciliano - si dà la possibilità immediatamente di mettersi in moto per risolvere quelle che sono le contingenze vere e reali e poi ovviamente c'è tutto il resto che non è secondario dal punto di vista della quantificazione economica ma che sarà fatto in un secondo momento per fare un discorso di ripristino completo e definitivo, come se l'evento non si fosse mai abbattuto anche se sappiamo perfettamente che così non sarà".