Le nuove frontiere dell’astrofisica e il ruolo della Sardegna nella ricerca scientifica internazionale sono stati al centro dell’inaugurazione del nuovo anno accademico dell’Università degli Studi di Cagliari, dedicata quest’anno al tema dell’Einstein Telescope, il futuro osservatorio europeo per lo studio delle onde gravitazionali.

Ad aprire la cerimonia è stato il rettore Francesco Mola, che nel suo intervento ha salutato le numerose autorità presenti e ha sottolineato il valore della collaborazione tra l’Ateneo e le istituzioni del territorio. Nel suo discorso ha ricordato il ruolo dell’università come luogo di dialogo, cultura e difesa delle libertà, illustrando poi risultati e prospettive dell’Ateneo.

L’offerta formativa dell’Università di Cagliari raggiunge oggi 102 corsi di studio, con nuovi percorsi, tra cui Data Science, Ingegneria gestionale e Diritto dello sviluppo sostenibile e dell’innovazione, oltre a iniziative formative nelle sedi di Carbonia, Iglesias e Olbia. Cresce anche l’impegno nell’internazionalizzazione, con l’aumento degli scambi Erasmus e delle attività nell’alleanza europea EDUC, mentre sul fronte dell’alta formazione saranno attivati 20 dottorati di ricerca, master e scuole di specializzazione. Tra i risultati più recenti, anche l’ingresso dell’Ateneo tra i primi 500 atenei europei nel QS ranking.

Spazio anche alla ricerca e alla collaborazione con il territorio: l’Ateneo ha ottenuto nuovi finanziamenti nei bandi competitivi e nel piano straordinario per i ricercatori, con 35 nuove posizioni finanziate, e rafforza le attività di trasferimento tecnologico e di dialogo con imprese e istituzioni.

Nel suo intervento il Rettore ha voluto ringraziare l’intera comunità accademica per il lavoro svolto e ha ricordato il decennale dell’uccisione del ricercatore Giulio Regeni, rinnovando l’impegno dell’università nel chiedere verità e giustizia.

Ma la protagonista della cerimonia è stata la lectio magistralis dell’astrofisica Marica Branchesi, docente al Gran Sasso Science Institute e tra le figure di riferimento della ricerca internazionale sulle onde gravitazionali. Nella sua prolusione, dal titolo “La Sardegna al centro dell’esplorazione dell’Universo: l’Einstein Telescope tra scienza, territorio e nuove frontiere”, ha accompagnato la platea in un viaggio nello spazio e nel tempo, dove ha ripercorso la nascita e lo sviluppo dell’astronomia delle onde gravitazionali, a partire dalla prima rilevazione del 14 settembre 2015 che ha fatto luce sull’origine delle onde gravitazionali: la rilevazione attraverso interferometri come Virgo hanno permesso di fare scoperte rivoluzionarie, tra cui le fusioni di buchi neri e di stelle di neutroni. Di grande importanza anche la scoperta del 17 agosto 2017, quando l’osservazione di onde gravitazionali è stata combinata con segnali luminosi (astronomia multimessaggera), confermando che la fusione di stelle di neutroni è all’origine di elementi pesanti come l’oro. La lezione si è conclusa con la presentazione del progetto futuro dell’Einstein Telescope (ET), osservatorio di nuova generazione che promette di rivoluzionare la nostra comprensione dell’universo, dal Big Bang alla natura della materia oscura e all’evoluzione delle galassie. Viene sottolineata la candidatura della Sardegna come sito ideale per ET, evidenziandone le enormi opportunità scientifiche, tecnologiche, economiche e sociali.

A introdurre la relatrice il prorettore alla Ricerca e al territorio Luciano Colombo, che ha richiamato il significato del tema scelto per l’inaugurazione – “Ascoltare l’universo. Costruire il futuro” – come sintesi della capacità della scienza contemporanea di trasformare la conoscenza fondamentale in opportunità di sviluppo scientifico, tecnologico e territoriale.

La cerimonia ha dato spazio anche alle diverse componenti della comunità universitaria. Lo studente internazionale Thierno Baldé ha raccontato il proprio percorso dalla Guinea all’Italia, sottolineando il valore dell’istruzione come strumento di emancipazione. Gaetano Melis, in rappresentanza del personale tecnico-amministrativo e bibliotecario, ha ricordato il contributo delle oltre mille professionalità che sostengono le attività dell’Ateneo, mentre la dottoranda in Fisica Silvia Cotza ha evidenziato le opportunità che grandi progetti scientifici come l’Einstein Telescope possono offrire alle nuove generazioni di ricercatori.

L’evento è stato allietato dal Coro CRUC dell’Università di Cagliari, diretto dal Maestro Boris Smocovich e accompagnato al piano dal Maestro Giancarlo Salaris.

L’inaugurazione dell’anno accademico si è così confermata come un momento di riflessione sul ruolo dell’università pubblica: luogo di produzione della conoscenza, ma anche spazio di formazione civica, inclusione e sviluppo del territorio.