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Una paziente 35enne di Oristano, Chiara Trudu, è stata sottoposta a un intervento chirurgico complesso presso l'Arnas 'G. Brotzu' di Cagliari, condotto dal team di Ginecologia Oncologica guidato dal professor Antonio Macciò.
La complessa operazione, durata 5 ore, ha compreso una peritonectomia diaframmatica insieme alla rimozione del sigma e di diverse localizzazioni metastatiche diffuse nell'addome superiore, stomaco e mesos, e ha coinvolto una serie di procedure dettagliate per trattare una rara alterazione genetica associata a tumori annessiali.
Questa chirurgia avanzata, conosciuta come citoriduzione estesa, mira a ridurre radicalmente il carico tumorale, preservando al contempo la qualità di vita del paziente. Il caso di Chiara è così un importante studio clinico-scientifico che attira l'attenzione internazionale, in quanto si concentra su tumori ginecologici rari legati a mutazioni genetiche eccezionali. La sua esperienza è al centro di un prossimo articolo sulla rivista Diagnostics, che approfondirà la particolarità di questa condizione medica, considerata estremamente rara e potenzialmente aggressiva.
"Dietro interventi come questo c’è un lavoro multidisciplinare enorme, che unisce chirurgia, oncologia, genetica, anestesia e ricerca - Spiega il professor Antonio Macciò -. La chirurgia oncologica moderna oggi non è più soltanto tecnica chirurgica. È capacità di prendersi cura della persona nella sua complessità, costruendo percorsi sempre più personalizzati anche nei casi più rari".
"L’obiettivo è continuare a rafforzare nell’Isola un polo oncologico di alta specializzazione capace di offrire cure qualificate anche nelle patologie più rare e difficili, riducendo la mobilità sanitaria oltre Tirreno e permettendo ai pazienti di affrontare percorsi di cura delicati restando vicino ai propri affetti e al proprio contesto di vita - Commenta il Direttore Generale Maurizio Marcias -. Negli ultimi anni l’ARNAS G. Brotzu ha consolidato un’attività sempre più avanzata nella chirurgia oncologica ginecologica ad alta complessità, sviluppando tecniche mini-invasive, approcci integrati con la genetica molecolare e modelli multidisciplinari dedicati ai tumori rari. Un percorso importante che coinvolge tanti pazienti sardi che, fino a pochi anni fa, sarebbero stati costretti a cercare risposte fuori dall’Isola".








