Nella sala “Stefano Mameli” della Città Metropolitana di Cagliari è stato presentato il Documento di Intenti che segna l’avvio formale del percorso verso il Contratto di Laguna per Santa Gilla. All’incontro hanno partecipato numerosi rappresentanti di Comuni ed enti pubblici, chiamati a condividere una strategia comune per la gestione e la valorizzazione dell’area.

Il documento rappresenta la base operativa del partenariato pubblico e definisce il quadro entro cui sviluppare un impegno coordinato tra i soggetti coinvolti. L’obiettivo è arrivare alla sottoscrizione di uno strumento condiviso capace di guidare in modo strutturato le azioni sul sistema lagunare.

«La Laguna di Santa Gilla, riconosciuta come ZSC, ZPS e sito Ramsar, è la più estesa zona umida della Sardegna e ospita una biodiversità straordinaria. Si tratta di un bene comune in senso pieno. Non appartiene a nessun ente in particolare, appartiene al territorio, alla comunità, alle generazioni che verranno. E come ogni bene comune richiede cura collettiva e continuità di impegno», ha spiegato Matteo Massa, consigliere metropolitano con delega all’Ambiente.

Il Contratto di Laguna interesserà l’area lagunare e perilagunare, includendo anche i tratti finali dei principali affluenti e i territori che incidono sugli equilibri ecosistemici. Oggi la gestione risulta frammentata tra diversi soggetti: proprio per questo la Città Metropolitana punta a costruire una governance unitaria, partecipata e resiliente.

Tra le priorità, la sicurezza idraulica, la qualità ambientale, la valorizzazione del paesaggio e il sostegno a filiere sostenibili come itticoltura e agricoltura. Centrale anche il coinvolgimento attivo di cittadini, imprese e associazioni nella coprogettazione.

Il percorso, avviato nel 2018, si è sviluppato attraverso piani strategici, studi e momenti di confronto, fino al dossier del 2024 e al supporto tecnico attivato nel 2025 per integrare l’adattamento ai cambiamenti climatici nelle future linee guida.