Il nuovo reparto destinato ai detenuti sottoposti al regime speciale del 41-bis è stato inaugurato questa mattina, giovedì 23 luglio, nella casa circondariale “Ettore Scalas” di Cagliari. Alla cerimonia ha partecipato il ministro della Giustizia Carlo Nordio. Dura la reazione del Movimento 5 Stelle, che denuncia il mancato coinvolgimento della Regione e torna a contestare il piano che prevede la concentrazione nell’Isola di 266 detenuti sottoposti al carcere duro.

"È il primo importante traguardo nel percorso di edificazione e ristrutturazione carceraria che coniuga la sicurezza del detenuto con l’umanizzazione della pena, anche nei trattamenti più rigorosi. Adesso seguiranno, a breve, altri interventi anche in strutture ordinarie, secondo il programma definito con il Commissario straordinario", ha dichiarato il Guardasigilli nel corso della cerimonia.

La nuova struttura penitenziaria indipendente è composta da 23 semisezioni suddivise in cinque sezioni, per un totale di 91 celle. Il reparto, progettato specificamente per il regime differenziato del 41-bis, rappresenta il completamento di un piano avviato nel 2009 e successivamente aggiornato attraverso interventi infrastrutturali, tecnologici e organizzativi.

L’obiettivo, come ha ribadito Nordio, è adeguare la struttura ai requisiti necessari per la gestione del regime speciale del 41-bis. Il progetto è stato seguito dalla Direzione generale dei detenuti e del trattamento, dal Provveditorato competente per l’edilizia penitenziaria e dal Gruppo operativo mobile.

L’inaugurazione ha però suscitato la dura reazione del Movimento 5 Stelle Sardegna. Secondo il coordinatore regionale Alessandro Solinas, la visita del ministro sarebbe avvenuta senza alcun coinvolgimento della Regione.

"Meloni e Nordio stanno trasformando la Sardegna nella colonia penale d’Italia. L’inaugurazione del nuovo reparto da 91 celle è un altro tassello del piano contro il quale ci battiamo da mesi: concentrare nell’Isola centinaia di detenuti sottoposti al 41-bis, imponendo ai sardi una scelta decisa a Roma", ha dichiarato Solinas.

Il coordinatore del M5S ha inoltre aggiunto: "Il Governo ha ignorato la Regione, il Consiglio regionale e le comunità coinvolte. Ha trattato la Sardegna come un territorio sul quale scaricare una quota sproporzionata del sistema nazionale del carcere duro. Quelle 91 celle rappresentano una parte concreta del progetto con cui Meloni e Nordio vogliono trasferire nell’Isola centinaia di detenuti".

Secondo quanto riferito dal Movimento 5 Stelle, il piano nazionale prevede la concentrazione in Sardegna di 266 detenuti sottoposti al regime speciale del 41-bis.

"Hanno scelto la Sardegna perché pensano di poter decidere sulla nostra testa, ignorando le condizioni del sistema penitenziario, la carenza di personale e le ricadute sui territori. La Sardegna respinge questo ruolo. Continueremo a contrastare in ogni sede una scelta imposta, squilibrata e ostile alla nostra Isola", ha concluso Solinas.