PHOTO
Il Consiglio dei ministri dà il via libera al nuovo decreto Lavoro, un provvedimento che punta a rafforzare tutele e qualità dell’occupazione, introducendo incentivi per le imprese che assumono nel rispetto dei contratti e contrastando fenomeni di sfruttamento, anche nel lavoro digitale.
Al centro del decreto c’è il principio del cosiddetto “salario giusto”: le aziende che applicano contratti collettivi regolari e garantiscono condizioni adeguate ai lavoratori potranno accedere a benefici e agevolazioni. Al contrario, stretta sugli abusi: “Niente incentivi pubblici a chi fa contratti pirata o sottopaga i lavoratori. Diciamo sì solo a una contrattazione di qualità”, ha dichiarato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
Il testo interviene anche sul fronte del caporalato digitale, con nuove norme pensate per regolamentare piattaforme e app che gestiscono lavoro, spesso in condizioni precarie. In questo contesto, vengono introdotte maggiori tutele per i rider, una delle categorie più esposte a forme di sfruttamento e instabilità contrattuale.
Presentando il provvedimento in vista del Primo Maggio, la premier ha definito il decreto “un regalo agli italiani che lavorano”, sottolineando l’intenzione dell’esecutivo di premiare il lavoro regolare e scoraggiare pratiche scorrette.
Nel pacchetto di misure si inseriscono anche incentivi mirati alle nuove assunzioni, con l’obiettivo di stimolare l’occupazione stabile e sostenere le imprese che investono in qualità del lavoro. Parallelamente, il governo conferma la propria linea sul salario minimo, ribadendo il no alla proposta avanzata dall’opposizione.
Infine, Meloni ha annunciato che già dalla prossima settimana dovrebbe arrivare in Consiglio dei ministri anche il Piano casa, un ulteriore tassello della strategia economica dell’esecutivo.







