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Mancano ormai pochi giorni all'inizio del nuovo anno scolastico, e arrivano segnali positivi sul fronte degli spazi e dei servizi nelle scuole italiane. Nell’ultimo quinquennio sono infatti aumentate le aule informatiche, i refettori e le palestre, anche grazie ai primi interventi finanziati dal Pnrr. Una crescita che, una volta completate e rilevate tutte le opere previste dal Piano, potrebbe consolidarsi ulteriormente.
È quanto emerge da uno speciale sull’edilizia scolastica realizzato dalla rivista specializzata Tuttoscuola, sulla base dei dati disponibili sul portale Unico del ministero dell’Istruzione.
Il progresso più significativo riguarda le aule informatiche. Nell’anno scolastico 2020-21 erano presenti in 8.692 edifici scolastici del primo e del secondo ciclo, pari al 29,4% del totale interessato dalla rilevazione. Nel 2024-25 sono diventate 15.998, raggiungendo il 55,4%. In quattro anni, dunque, il numero è quasi raddoppiato.
Una crescita alla quale contribuiscono anche gli Enti locali, proprietari degli edifici scolastici e responsabili della loro gestione, oltre agli interventi finanziati attraverso il Pnrr.
Segnali positivi anche sul fronte delle mense scolastiche. Gli edifici dell’infanzia e del primo ciclo dotati di locali adibiti a refettorio erano 12.547 nel 2020-21, il 37,9% di quelli rilevati. Nel 2024-25 sono saliti a 14.362, pari al 44,5%.
Aumentano anche le palestre. Nel 2020-21 ne disponevano 12.483 edifici del primo e del secondo ciclo, il 42,2% del totale. Quattro anni dopo sono arrivati a 15.034, pari al 52,1%: 2.551 palestre in più, con oltre un edificio scolastico su due dotato di una struttura propria. Considerando anche le scuole che utilizzano palestre esterne al proprio edificio, la quota sale a circa l’87%.
DIVARIO TRA NORD E SUD
La crescita, tuttavia, non cancella le profonde differenze territoriali. Gli ultimi dati disponibili per area geografica, relativi al 2023-24, evidenziano soprattutto il divario nella presenza delle mense: nel Nord Ovest sono dotati di refettorio il 57,4% degli edifici interessati dalla rilevazione, contro il 28,9% nel Sud e appena il 26% nelle Isole.
Più contenute, ma comunque significative, le differenze relative alle aule informatiche: si passa dal 66,6% del Nord Ovest al 45,1% del Sud. Per le palestre, invece, la presenza varia dal 58,1% del Nord Ovest al 44,1% delle Isole.
Anche i dati regionali restituiscono un quadro molto disomogeneo. In Valle d’Aosta tutte le 87 scuole considerate dispongono di un’aula informatica, mentre nel Lazio la percentuale scende al 27,6%, con 664 edifici dotati della struttura su 2.402. In Calabria sono 529 su 1.479, pari al 35,8%.
Ancora più marcate le differenze per quanto riguarda le mense. In Valle d’Aosta ne sono dotati 96 edifici su 120, pari all’80%, mentre in Piemonte la percentuale raggiunge il 72,7%, con 2.022 scuole su 2.780. In Campania, invece, la quota scende al 22,5%, con appena 656 edifici dotati di mensa su 2.913. In Sicilia la situazione è ancora più critica: solo 479 scuole su 2.802 dispongono di un refettorio, pari al 17,1%.
Nel complesso, nel Mezzogiorno sette scuole primarie su dieci non dispongono di una mensa.
Anche sul fronte delle palestre il divario resta evidente. Liguria e Valle d’Aosta superano il 70% degli edifici dotati di una struttura, mentre in Calabria la percentuale non raggiunge il 30%: sono 419 le palestre presenti su 1.479 edifici, pari al 28,3%. Un dato che risulta particolarmente significativo se confrontato con la Liguria, dove le palestre sono 458 a fronte di un numero di scuole inferiore alla metà, 625.
I numeri raccontano dunque una scuola italiana che, sul fronte degli spazi e delle dotazioni, mostra segnali di miglioramento. Ma raccontano anche un Paese ancora caratterizzato da forti differenze territoriali, soprattutto tra Nord e Mezzogiorno. Il completamento degli interventi del Pnrr rappresenterà ora un passaggio importante per capire quanto queste distanze potranno effettivamente ridursi.







