Uno scontrino del bancomat può sembrare innocuo, ma può rivelarsi un tassello utile nelle truffe più sofisticate. Da solo non consente l’accesso al conto: non riporta il PIN e in genere non mostra il numero completo della carta. Il rischio nasce quando quelle informazioni vengono inserite in un raggiro costruito ad hoc. Per questo, quando il terminale propone la stampa, l’opzione più prudente è rifiutarla.

Se una ricevuta viene lasciata vicino allo sportello, può fornire dati concreti sull’operazione: data, orario, importo, ATM utilizzato, cifre finali della carta e talvolta il saldo. Dettagli che, in mano a un truffatore, rendono credibile una telefonata o un messaggio fraudolento. È il meccanismo dell’ingegneria sociale: il criminale si finge operatore antifrode, segnala movimenti sospetti o la necessità di bloccare la carta, fino a chiedere codici, autorizzazioni o trasferimenti di denaro.

Il fenomeno è noto anche a livello internazionale: istituti come Texas Bank & Trust e HSBC raccomandano di non lasciare mai lo scontrino allo sportello. Le autorità statunitensi segnalano inoltre la diffusione di sms bancari falsi e tentativi di furto credenziali.

La difesa passa da comportamenti semplici: evitare la stampa se non necessaria, non abbandonare la ricevuta e distruggerla quando non serve più. In caso di contatti sospetti, mai fornire codici o cliccare su link, ma rivolgersi solo ai canali ufficiali della propria banca.