“Non siamo più disposti ad accettare alibi o ulteriori rinvii da parte delle associazioni datoriali. Siamo di fronte a un settore che non è affatto in crisi, ma che attraversa una fase di espansione economica senza precedenti, con un fatturato record di oltre 12 miliardi di euro e utili netti raddoppiati nell’ultimo anno”.

Così i segretari generali di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl, Federico Bozzanca, Roberto Chierchia e Rita Longobardi, in una nota diffusa in vista dello sciopero nazionale delle lavoratrici, dei lavoratori e dei professionisti della sanità privata e delle Rsa previsto per il 17 aprile.

La mobilitazione, proclamata unitariamente dalle tre sigle sindacali, si terrà a Roma in piazza Santi Apostoli dalle 9:00 alle 13:00 e punta a denunciare il mancato rinnovo dei contratti e il blocco salariale che, secondo i sindacati, riguarderebbe circa 300mila professionisti.

Lo sciopero viene definito “una battaglia di dignità per 300mila professionisti che garantiscono un servizio pubblico a tutti gli effetti”, con particolare riferimento alla situazione contrattuale del comparto: i contratti nazionali Aiop e Aris risultano infatti fermi da 8 anni per la sanità privata e da 14 anni per le Rsa.

I sindacati denunciano inoltre gli effetti del dumping contrattuale, che “sta svuotando le strutture, mettendo a rischio la qualità dell’assistenza per le persone più fragili”, e chiedono l’intervento del Ministero della Salute e della Conferenza delle Regioni.

Nel mirino anche il sistema degli accreditamenti: le organizzazioni sindacali chiedono una norma che vincoli l’accesso e il mantenimento degli accreditamenti istituzionali all’applicazione e al rinnovo dei contratti collettivi sottoscritti dalle organizzazioni maggiormente rappresentative, tra cui AIOP e ARIS.

“È inammissibile che, a parità di lavoro, non corrispondano parità di salario e di diritti. Il tempo della speculazione sulla pelle dei lavoratori è finito”, concludono i segretari generali.