Gli episodi di violenza che hanno interessato Milano nel fine settimana del 17 e 18 ottobre riaccendono il dibattito sulla sicurezza e sulle misure per contrastare i danneggiamenti e le violenze di gruppo. Nel centro cittadino, tra piazza Duomo e via Torino, si sono verificati nuovi disordini, con vetrine infrante, negozi saccheggiati e scontri con le forze dell'ordine. Domenica 18 ottobre, secondo quanto riferito da fonti della Questura, 160 persone sono state accompagnate in questura, circa l'80% minorenni.

Sulla vicenda è intervenuto il vicepremier Matteo Salvini, che a Milano ha rilanciato la proposta di legge della Lega contro il fenomeno dei cosiddetti maranza.

"I fatti di cronaca confermano la necessità e l'urgenza" della proposta di legge della Lega 'anti-maranza', visto che "qualcuno cercava il morto e non c'è stato per fortuna. Centinaia di fermi, saccheggi e devastazioni, con 12enni che sfasciano vetrine, impongono un'accelerazione" nonostante "le prudenze e i rinvii di qualcuno": così Matteo Salvini a Milano.

Il leader leghista ha poi contestato le giustificazioni legate al disagio sociale per gli episodi di violenza: "Non si tratta di disagio sociale se parti per menare i dipendenti del Carrefour. Chi mena una commessa o prende a sassate un poliziotto non è un rivoluzionario, ma un coglione - ha aggiunto -. La sinistra tolga il 'ma' e condanni le violenze, punto".

Salvini è tornato anche sul tema della cittadinanza, confermando la contrarietà della Lega alle proposte di Ius Soli e Ius Scholae.

"Ius Soli e Ius Scholae sono archiviati non per i fatti di questi due giorni ma perché l'Italia è sul podio dei Paesi europei che danno più cittadinanze ormai da tantissimi anni. Non servivano questi due giorni per capire che Ius Soli e Ius Scholae non vanno bene": così il vicepremier Matteo Salvini in via Bellerio a Milano.

"Il problema se lo porranno eventualmente i Paesi che sono in coda alla lista", ha aggiunto.

"Faccio un appello ai sindaci delle grandi città italiane che non hanno ancora dotato la Polizia locale del taser nella gestione della sicurezza urbana e quotidiana - ha concluso Salvini -. Milano ha 3200 uomini della Polizia locale, se alcune centinaia di questi uomini fossero dotati del taser qualche problema in meno, sia loro sia i milanesi, ce lo avrebbero. Invece per motivi ideologici quasi tutte le città amministrate dal centrosinistra disarmano gli agenti della polizia locale".