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Nuova spinta al rialzo per i prezzi dei carburanti, trainati dall’andamento delle quotazioni internazionali del petrolio. Sui mercati delle materie prime il Wti con consegna a maggio è scambiato a 100,68 dollari al barile, in crescita del 2,49%, mentre il Brent si attesta a 113,70 dollari, con un aumento dell’1,35%.
Dopo la parentesi legata al taglio delle accise, l’aumento del greggio si riflette nuovamente sui prezzi alla pompa. A segnalarlo è Staffetta, che riporta i dati aggiornati sulla base delle rilevazioni dell’Osservatorio prezzi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, effettuate su circa 20mila impianti.
Nel dettaglio, la benzina in modalità self service viene venduta mediamente a 1,719 euro al litro, in aumento di 4 millesimi, mentre il diesel self si attesta a 1,979 euro al litro, con un incremento di 11 millesimi. Per quanto riguarda il servito, la benzina raggiunge una media di 1,855 euro al litro (+2 millesimi), mentre il diesel sale a 2,111 euro al litro (+8 millesimi).
Tra gli altri carburanti, il Gpl servito si mantiene su una media di 0,665 euro al litro, in lieve calo, mentre il metano servito sale a 1,530 euro al chilogrammo e il Gnl a 1,245 euro al chilogrammo.
Prezzi più alti si registrano lungo la rete autostradale: la benzina self service arriva a 1,782 euro al litro (2,028 euro al servito), mentre il gasolio self tocca i 2,045 euro al litro (2,295 euro al servito). Per gli altri carburanti, il Gpl è venduto a 0,776 euro al litro, il metano a 1,549 euro al chilogrammo e il Gnl a 1,310 euro al chilogrammo.
Pechino avverte "situazione incontrollabile"
La Cina ha avvertito che ulteriori attacchi in Medio Oriente possano portare a una situazione di caos nella regione già martoriata dalla guerra. Questo avvertimento è arrivato in seguito alla minaccia del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, di distruggere le centrali elettriche iraniane se Teheran non avesse posto fine al blocco parziale dello Stretto di Hormuz. "L'uso della forza porterà solo a un circolo vizioso", ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri cinese Lin Jian.
"Se la guerra si espandesse ulteriormente e la situazione si deteriorasse di nuovo, l'intera regione potrebbe essere precipitata in una situazione incontrollabile", ha affermato.









